Caccia mortale

Caccia mortale

Fang Qwa Jia è una giovane adepta dell’ordine del Cigno di Neve. I capelli candidi, gli occhi viola assorti, cammina per i corridoi dell’archivio degli annali. Avanza toccando, quasi fosse un amuleto, il medaglione che porta appeso al collo e cerca di darsi un tono, una parvenza di solennità nonostante sia nervosa, come quando da bambina aveva per la prima volta varcato le porte del Tempio. Sa cosa l’attende: da anni si è preparata a questo evento. È il decimo giorno del quarto mese dell’anno 1249 dalla separazione dei Mondi; oggi dovrà dimostrare tutto il suo coraggio e la sua bravura: verrà in contatto con un demone veggente attraverso il quale i mondi saranno di nuovo uniti e manifesti ai suoi occhi ed alle sue orecchie. Il compito affidatole dal maestro del Tempio è di suprema importanza: guardare, osservare attentamente e trascrivere tutte le vicende dei due Mondi Divisi. Adesso, davanti alla porta rotonda di lacca azzurra che la separa dal demone, Fang Qwa Jia cerca di concentrarsi, ripetendo a mente tutte le raccomandazioni del maestro, anche se il pensiero va ai sacrifici del padre e a quello delle sorelle, vendute per poter pagare il Tempio affinché la accogliesse tra le sue mura. Adesso, finalmente, quei dieci anni di sacrifici stanno per avere un senso...

Primo volume di una saga annunciata, Caccia mortale è un fantasy con una trama ben strutturata e che cerca una propria originalità su una strada ormai battuta da molti, ma non priva di insidie perché per un lettore amante del genere il confronto con i mostri sacri è sempre dietro l’angolo. Stefano Marguccio supera a pieni voti questa prima prova. Lo stile è fluido, serrato; le descrizioni accurate, i personaggi ben caratterizzati e con i dubbi e le debolezze di ogni comune mortale nonostante si trovino ad affrontare prove non comuni. Una sorta di eroi à la Abercrombie, non necessariamente coraggiosi e altruisti ma che il Caso rende tali. Non da ultimo, geniale l’espediente narrativo delle visioni di Fang Qwa Jia – la ragazza dai capelli immacolati e dai tratti orientali che avvolta nel suo kimono presenta un elemento di novità all’interno del romanzo – grazie alle quali seguiamo le vicende parallele di Delion di Rubra, un primicerio del monastero di Urd che vive nel regno di Arkandia, un tempo terra fiorente, ora ridotta alla fame. Due storie che corrono parallele, in due mondi diversi, in cui gli unici momenti di incontro, di connessione, sono le visioni generate dal demone capriccioso e malvagio che ogni giorno è interrogato da Fang. Proprio questi spazi narrativi, in cui il ritmo è più pacato, sembrano fare da contraltare alle situazioni rocambolesche in cui si trova Delion. Una avventura che è anche crescita personale, ricerca di un proprio posto nel mondo, metafora della vita. Attendiamo con curiosità il sequel.



 

 

 

 
 
 
 

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