Cacciatori di corpi

Cacciatori di corpi
Vi siete mai chiesti come si fa ad essere sicuri che un farmaco funzioni? Da chi vengono svolte le ricerche? Su chi vengono testati i nuovi farmaci? Chi controlla che ogni passaggio del processo, dalla scoperta di un meccanismo molecolare alla produzione industriale, sia corretto? Se non lo avete ancora fatto, dovreste iniziare a farlo. In ogni caso a fornire qualche risposta ci ha pensato Sonia Shah con un libro-inchiesta che fa luce sull'operato dell'industria farmaceutica. Le risposte della Shah (giornalista per Washington Post, Boston Globe, New Scientist, Nation) sono parziali - nel senso che non tengono conto di alcun contraddittorio - ma circostanziate e documentate...
Da quando i farmaci sono diventati un elemento essenziale per la sopravvivenza e per preservare la salute come è cambiato l'esercizio della professione medica e l'attenzione al malato? "Non c'è industria più redditizia di quella della salute" è la risposta che si legge tra le righe, in un codice per nulla criptato, di Cacciatori di corpi. La salute è un diritto, il fatto che diventi merce su cui guadagnare e speculare fa urlare allo scandalo. Eppure questo è quanto accade, non di rado, oggi. Molti i casi che hanno sconvolto l'opinione pubblica negli ultimi anni. Per citarne alcuni rimasti nella storia, vale la pena ricordare lo scandalo del talidomide, un farmaco che dal 1950 al 1961 (anno del suo ritiro dal mercato) fu impiegato nel trattamento di disturbi del primo trimestre di gravidanza tipo ansia o nausea. Si scoprì poi che questo farmaco causava gravi malformazioni al feto tra cui l'alterazioni della crescita degli arti e la conseguente focomelia. Un altro caso recente è quello che ha riguardato il Vioxx. La Merck nel 1999 lo aveva presentato come l’alternativa più efficace e più sicura agli anti-infiammatori non steroidei allora presenti sul mercato per il trattamento di malattie infiammatorie cronico-degenerative quali l’osteoartrite. Rispetto ad altri antinfiammatori, la classe di farmaci dei "coxib" riduce al minimo il rischio di ulcere allo stomaco che spesso si manifestano come effetto collaterale del trattamento con i tradizionali antinfiammatori. Nonostante questo effetto di protezione sullo stomaco, il 30 settembre del 2004 il rofecoxib (il principio attivo il cui nome commerciale è Vioxx) è stato ritirato dal mercato perché il suo utilizzo ha determinato nei pazienti un aumento del rischio di malattie cardiovascolari. Oggi sono circa 30 mila le cause in corso in cui la Merck è impegnata a difendersi dalle denunce di altrettanti pazienti che hanno usato il Vioxx e sono stati vittime degli effetti collaterali del farmaco. In alcuni casi i pazienti sono morti. Per evitare questi scandali le leggi sulla sperimentazione, sul controllo e sull'approvazione dei farmaci sono diventate più severe, ma solo nel mondo occidentale. Le aziende farmaceutiche, per ovviare al problema, hanno spostato - esattamente come ogni altra industria - il centro della loro attività produttiva nei paesi in via di sviluppo: le sperimentazioni si fanno soprattutto in India e in Africa dove è facile reclutare corpi, malati o sani che siano. L’utilizzo di pazienti dei paesi in via di sviluppo non comporta peraltro vantaggi economici o sanitari per questa gente: i farmaci testati non saranno disponibili a costi accessibili per la maggior parte dei cittadini. La sperimentazione sui poveri qindi serve per salvare i ricchi. Un esempio su tutti è quello dei farmaci antiretrovirali per la cura delle persone affette dal virus dell'HIV. I farmaci sono stati sperimentati su larga scala anche nei paesi in via di sviluppo ma mentre in occidente l'AIDS è diventata una malattia con la quale si può convivere, in Africa muoiono circa due milioni di persone ogni anno tra cui molti bambini. Il motivo? Il costo dei farmaci non sostenibile per l'economia dei paesi più poveri. Cacciatori di corpi è un libro di denuncia, e non è una lettura facile perché prendere consapevolezza di alcune realtà che ci circondano non sempre è una pillola facile da mandare giù. A pensarci bene, mai immagine fu più calzante.

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