Caffè Trieste

Caffè Trieste
Un viaggio fino a San Francisco appositamente concepito per scrivere un libro sui poeti del North Beach. Dieci giorni  sulle orme del grande poeta Lawrence Ferlinghetti, nato a New York nel 1919 da padre italiano e una madre che mescolava origini portoghesi-sefardite, francesi e danesi, fondatore della libreria City Lights, editore di alcune tra le più note opere poetiche degli autori della Beat Generation, da Allen Ginsberg a Jack Kerouac. L’appuntamento è stato fissato al Caffè Trieste, ritrovo storico e simbolico di generazioni di artisti provenienti da più parti del mondo. In attesa che la sagoma di Lawrence Ferlinghetti varchi la porta, le giornate sono candite, tra un caffè e l’altro, da sorprendenti incontri e illuminanti conversazioni con alcune delle migliori penne presenti nella little Italy di Frisco: dal suo amico fraterno Jack Hirshman - compagno di mille lotte civili e politiche - all’ anglo-svedese Agneta Falck, da Neeli Cherkovski - biografo e stretto amico di Charles Bukowski – ad alcuni altri membri dell’ormai leggendaria brigata dei poeti rivoluzionari…  
Non capita spesso di trovare, tra gli scaffali delle librerie, libri che possono essere accostati a Caffè Trieste. Colazione con Lawrence Ferlinghetti della giovane scrittrice casertana Olga Campofreda. Poiché esso dà conto di un amore autentico non solamente per l’arte poetica di Lawrence Ferlinghetti, ma anche per l’ambiente culturale che l’ha espressa, si può persino dire che un testo così ricco di fascinosa dedizione basterebbe anche da solo a giustificare l’esistenza della poesia. E perché no addirittura a riscattare un genere letterario che nel nostro paese è poco frequentato dai lettori e che troppo spesso viene avvertito come prodotto per una consorteria snobistica e autoreferenziale. C’è qualcosa di magico e di appassionante nel gustosissimo racconto con cui l’autrice riproduce sulla pagina atmosfera e protagonisti della North Beach. Una vera e propria patria poetica, in cui versi e impegno civile si offrono tuttora alla prova dei fatti, e dove la poesia fa il punto sul proprio ruolo dopo e oltre i miti che l’hanno contrassegnata. Olga Campofreda rivela da un lato il talento di chi sa dove andare a cercare, dall’altro il merito di saper cogliere il senso della vocazione poetica. Quello autentico, quello che garantisce riconoscibilità sia pure nelle condizioni di un’espressività ampia e incondizionata. 

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