Calabria desolata

Calabria desolata
La notte tra il 7 e l'8 settembre 1905, e poi nei giorni 8 e 9, violentissime scosse di terremoto devastano la Calabria, radendo al suolo interi paesi e causando la morte di 557, il ferimento di 2615 e la rovina di centinaia di migliaia di persone. Epicentro della catastrofe il distretto di Monteleone, oggi Vibo Valentia. Vanno completamente distrutti Parghelia, Piscopio, San Leo di Briatico, Zammarò, Stefanaconi, il rione Forgiari di Monteleone, la frazione Vardesca di Martirano, Aiello. I principali quotidiani del tempo colgono al volo l'occasione per reportage vibranti da una regione allora impervia, isolata, poco conosciuta dal resto d'Italia. Gli inviati di Corriere della Sera, L'Avanti!, La tribuna, Il Mattino, Il giornale d’Italia, Il secolo XIX, Il Resto del Carlino, La Nazione, La Domenica del Corriere sciamano nei luoghi devastati dal terremoto e commuovono i loro lettori con i racconti della tragedia e della distruzione, esattamente come accade oggi...
Tra loro si distingue Olindo Malagodi, talentuoso giornalista d'ispirazione socialista che dopo un viaggio d'incubo (altro che Salerno-Reggio Calabria, qua si parla di cose come 8 ore di treno tra Catanzaro e Cosenza, che distano meno di 100 km) inizia un pellegrinaggio dolente, di paesino in paesino, di lutto in lutto, di macerie in macerie, raccogliendo testimonianze, denunce sull'inadeguatezza dei soccorsi, istantanee di povertà veramente da brividi. Una prova di grande giornalismo di frontiera che emoziona, indigna e fa riflettere su quanto diversa (e paradossalmente quanto simile) fosse l'Italia di appena un secolo fa. Il volume è arricchito da numerose foto scattate durante il reportage, forse un po' penalizzate dal formato di stampa ma preziose.

 

 

 
 
 
 
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