Calamandrei

Calamandrei

La prima formazione giuridica e politica di Piero Calamandrei è stata la famiglia, nella quale abbondavano avvocati e si respiravano idee mazziniane e liberali con venature socialiste. Poi sono venute altre tappe importanti di crescita culturale: il liceo Michelangelo di Firenze, che lo fa innamorare delle letterature classiche e lo educa “esser persona perbene”, e l’università di Siena presso la quale si laurea nel 1912 in giurisprudenza con una brillante tesi sul diritto civile. Ma è quando frequenterà la scuola di perfezionamento del grande processualista Giuseppe Chiovenda che giungerà a elaborare la propria concezione del diritto inteso come dovere e giustizia. Dopo aver partecipato alla guerra del 1915-18 per il giovane professore dell’ateneo senese, nonché ormai affermato legale, inizia il periodo più duro e doloroso, quello del ventennio fascista. Per Piero, che vive l’antifascismo come “rivolta morale”, il passaggio obbligato dalla “resistenza militante” alla “resistenza allusiva” è un vero tormento, acuito ulteriormente dal giuramento di fedeltà al fascismo che deve prestare nel 1931 in qualità di docente universitario. Calamandrei però non si dà per vinto, continua a svolgere una dura e cristallina opposizione alla farsa mussoliniana che di lì a poco avrebbe precipitato l’Italia in un’immane tragedia…

Calamandrei non è una biografia classica ma “una storia interiore”. A Alessandro Galante Garrone non interessa raccontare le vicende di un’esistenza attraverso cronologia e avvenimenti, tende piuttosto a immergersi nell’esperienza intellettuale e sentimentale del grande costituzionalista, utilizzando i suoi scritti, in special modo il diario, per metterne a nudo la più profonda intimità. Ne viene fuori il ritratto di un uomo di grandissima statura morale, determinato nel portare avanti il proprio antifascismo al di fuori di ogni compromesso, e di uno studioso dotato di grande acutezza e raffinata sensibilità (basta citare opere come l’Elogio dei giudici scritto da un avvocato o l’Inventario della casa di campagna per vederne lo spessore). Tutta la vita emozionale e professionale di Calamandrei ruota attorno a una fede incrollabile in alcuni principi per lui irrinunciabili: la legalità ovvero l’assoluta fedeltà alle leggi, la libertà e la giustizia. Principi che non devono rimanere lettera morta ma trovare piena realizzazione nella pratica quotidiana, ponendosi al servizio del popolo. Galante Garrone-Calamandrei è un binomio non solo prestigioso, ma sul piano politico e filosofico è di una levatura culturale difficilmente eguagliabile. Bene ha fatto Effepi Libri a ripubblicare questo testo del 1987, che dovrebbe essere letto tuttora per imparare a conoscere gli uomini che hanno fatto grande l’Italia con dignità, coerenza e senso etico, al giorno d’oggi merce sempre più rara.



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