Caligola

Caligola
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Sono ormai tre giorni che l'imperatore Caligola è scomparso. Sconvolto dalla morte della sorella Drusilla, che era anche la sua amante, è fuggito via dal palazzo: dei contadini affermano di averlo visto correre nei campi mentre infuriava un violento temporale, un senatore giura di averlo incrociato e che aveva “lo sguardo di una bestia ferita”, ma le voci si susseguono e ormai nessuno ha più certezze. “Tutta Roma vede Caligola dovunque. E Caligola non vede che l'ombra di Drusilla”. Quando i senatori stanno già iniziando a pensare all'eventualità che il giovane e stimatissimo imperatore debba essere sostituito, eccolo che riappare. Non c'è il tempo di rallegrarsi, però, perché il sovrano fa subito capire che tutto è cambiato e giorni di terrore attendono Roma e il suo popolo: il suo primo atto è ordinare che tutti i sudditi di Roma che abbiano un qualche bene facciano immediatamente testamento a favore dello Stato. Come in una lotteria al contrario, si procederà nel frattempo a mandare a morte tutti (sì, proprio tutti) in ordine casuale, per rendere effettive le eredità. Reso pazzo dal dolore, Caligola afferma di aver capito “la virtù del potere. È qualcosa che va di pari passo con l'immaginazione” e che da quel momento in poi la sua libertà sarà senza limiti...
Albert Camus lavorò al Caligola dal 1937 al 1958, redigendone versioni molto differenti nella forma e nella sostanza: durate diverse, personaggi diversi, messaggi diversi a seconda del momento artistico vissuto dall'autore e dell'influenza degli eventi storici (ci sono una Guerra mondiale e il nazismo, di mezzo) sul suo lavoro. Questa versione della pièce teatrale - che risale al 1941 - condivide con le altre i temi di fondo: la solitudine, il potere, la follia, la rivolta, l'utopia, l'infelicità. La storia dell'imperatore pazzo d'amore che decide di esercitare una terribile libertà, quella - come ebbe a spiegare lo stesso Camus - “di prendere in parola quelli che lo circondano, costringerli alla logica, livellare tutto intorno a sé con la forza del suo rifiuto e la follia di distruzione cui lo trascina la sua passione per la vita” si arricchisce però di nuovi significati: la Francia è occupata dalle truppe di Hitler, i letali capricci dell'imperatore Caligola appaiono sotto una luce nuova e più sinistra, personaggi come quello del senatore Cherea evocano allusioni alla Resistenza o riflessioni riguardo alla normalità della vita sotto una dittatura. Significati a parte, questa di Camus è una tragedia raffinata ed emozionante, che tocca corde profonde e aiuta a pensare.

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