Calluna Vulgaris

Calluna Vulgaris
Giuliano è un giovane critico cinematografico. Uno di quelli che conosce davvero il cinema e i personaggi che l'hanno reso grande, poco interessato a prendere parte alle kermesse organizzate in giro per il mondo dallo show-business. Un inguaribile, e a ben guardare intransigente, cinéphile che approfondisce con attenta passione e seria attenzione la settima arte. Le immagini dei vari film non solo lo accompagnano quotidianamente, ma gli ricordano la vita, mai il contrario. Una situazione, un evento, un luogo gli richiamano alla memoria quel primo piano di Bergman, quell'attore tanto caro a Wilder, quel piano sequenza di Truffaut. Perché proprio come diceva il grande regista francese, "i film sono più armoniosi della vita". Ma il Nostro però è costretto a fare i conti con la realtà e, soprattutto, con coloro che la popolano: Tazzi, il suo caporedattore, che di diverte a scrutinare i suoi pezzi, recidendo le parti "eccessivamente" culturali, rendendole più commercialmente adatte alla stesura del suo giornale; Erica, la donna della sua vita, che più di una volta gli ha dato l'impressione di preferirgli il mondo vegetale; De Marchis, il suo maestro, colui che l'ha instradato alla critica cinematografica, svelandogli i segreti di un mondo decisamente poco patinato, tremendamente superficiale, irrimediabilmente fané; e, infine, Verbena, a metà tra la figura mitologica e la presenzialista di tutti gli eventi mondani che contano, la donna charmant dall'evidente potere che rappresenterà l'inaspettata svolta nella vita di Giuliano...
Un libro piacevole e mai banale. Scritto con la stessa briosa leggerezza di una commedia del primo Frank Capra. Il protagonista del romanzo presenta la stessa patologica inadeguatezza – e autoreferenzialità – di un personaggio di Woody Allen, sempre in costante lite con il mondo di cui si convince, o forse compiace, di non far parte. Gli appassionati di cinema lo troveranno di sicuro molto gustoso, a causa dei suoi continui rimandi e citazioni. Iovinelli, non credo inconsapevolmente o con malcelato snobismo, ha optato per una scelta lessicale molto ricercata e un'accurata selezione dei riferimenti cinematografici che rendono questo libro poco accessibile a coloro che prediligono di più la cosidetta letteratura 'di massa', quella per intenderci ben in vista sugli scaffali del supermercato.

 

 

 

 
 
 
 
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