Camere di combustione

Camere di combustione
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Kate passa il Natale con il padre, il suo paziente compagno e i loro due figli e scopre che dietro questo “tenero” quadretto familiare si nascondono il carattere violento del genitore e i suoi frequenti tradimenti. Mike, dopo numerosi tentativi fatti per accettare l’omosessualità del figlio, frequentando per anni affollati e inefficaci gruppi di ascolto, riesce finalmente a comprenderlo dopo la sua morte. Buzz decide di fare una pausa dal lavoro e di passare un weekend con alcune delle persone alle quali vuole bene e che scoprirà lo tradiscono proprio dentro la sua casa di vacanze...
Situazioni normali all’interno di un mondo sfacciatamente normale, dove la sessualità si vive senza eufemismi e i legami servono soltanto a chiarire meglio la vicinanza degli individui. Perché nel mondo di Levinson gli esseri umani si passano accanto senza vedersi o meglio senza conoscersi, comprendersi veramente, capirsi, anche quando dividono profonde intimità. L’amore appare una mera utopia o semplicemente un lemma del vocabolario. La passione un’altra ennesima modalità di autolesionismo. Tutti sono invischiati in veri e propri rapporti di annientamento attraverso i quali passare per cercare di comprendere meglio chi si ha di fronte, nel letto, in casa... o soltanto se stessi. Per questo spesso le relazioni si sovrappongono, si incastrano creando più delle volte degli intrecci che non sono del tutto inaspettati. Un’amica va a letto con il volubile fidanzato del suo migliore amico. Un’altra donna porta avanti una duratura relazione extraconiugale con il marito della sorella: leggendo questi racconti si ha la forte sensazione che ognuno si trovi ad un passo dalla fine di qualcosa, in particolar modo di una relazione, sull’orlo di un passaggio che lo porterà verso un nuovo svolgimento della propria esistenza. Levinson ci mostra spietatamente i suoi personaggi nudi, senza maschere, eliminando qualsiasi forma di pietà, di compassione ma soprattutto non definendoli attraverso inutili etichette o ingombranti classificazioni. Un uomo può amare una donna o andare al letto con migliaia di uomini rimanendo un uomo senza ulteriori aggettivi. Con la sua scrittura fluida e ancorata alla realtà, riesce magistralmente proprio a parlarci di esseri umani senza dar loro quei nomi, quelle definizioni che modificherebbero troppo il nostro metro di giudizio. Una voce giovane, fresca che ricorda i grandi narratori americani, Carver in testa, da cui sembra aver imparato la lezione di narrare implacabilmente la vita per quello che è: la vita.

Leggi l'intervista a David Levinson

 

 

 

 
 
 
 
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