Campare in campagna

Campare in campagna

Il trasferimento in campagna può riservare, all’incauto cittadino alle prese con un deciso cambio di stile di vita, più di una delusione e di una sorpresa. Forte del modello campagnolo intriso di stereotipi e deviazioni culturali, l’urbano in fuga - negli occhi le colline modello “Mulino bianco” - sbatte contro un luogo di odori forti, bestie selvatiche, vicini bruti, cacciatori rumorosi, incidenti nel fai da te e in tutti quei lavoretti nei quali si butta senza una necessaria esperienza di base. Non solo: l’alimentazione a base di cibi genuini e le sagre paesane a iosa mettono a dura prova il colesterolo, e sì che c’era da aspettarsi un’alimentazione più sana. Ci sono le allergie, inoltre, e non c’è modo di starsene tranquilli sull’amaca, circondati come si è da insetti di varie grandezze. E poi il rischio di avvelenamenti, quello di trovarsi in mezzo a un temporale, a tiro di fulmine. Soli e lontani dalle comodità cittadine. E allora? Mettere su un’azienda agricola e lavorare la terra? Difficile immettersi nel grande mercato e guadagnare: molto lavoro e molta spesa iniziale. La casa, infine: dov’è il rustico tanto ammirato in fase di desiderio e progetto? Quanti e quali lavori e costi per rimetterlo in sesto e poter finalmente campare in campagna?

Claudio Bosaia e Monica Canciani raccontano la loro esperienza di cittadini alle prese con il trasferimento in campagna, e relativi aneddoti sulla loro vita agreste. L’occasione è buona per smontare uno per uno i luoghi comuni che spingono chi vuole andare a vivere in campagna senza una considerazione ragionata del progetto. Pro e contro si alternano in capitoli informativi dai toni ironici, statistiche e delucidazioni burocratiche indirizzati soprattutto agli incauti di cui sopra, alle prese con un rinnovato o improvviso desiderio di campagna, lontano dallo stress cittadino: preciso diagramma di flusso di partenza propone a ogni lettore la possibilità di affrontare quesiti di base, fare il suo percorso e decidere, infine, se la campagna è proprio la decisione da prendere. Aneddoti, facezie e una diffusa “elenchite” completano un testo adatto forse più al web (per esempio per un blog sarebbe perfetto) che per la pubblicazione cartacea.



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