Cannibalismo in treno

Cannibalismo in treno
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A volte si sa, viaggiando in treno, si fanno strani incontri. Capita di imbattersi in sconosciuti compagni di viaggio che preferiscono passare il tempo raccontando la loro vita a chi si trovano accanto. È il caso di un attempato signore che decide di intrattenere il suo vicino con il racconto di un viaggio svolto qualche tempo prima. In treno, assieme a altri uomini, bloccati da una terribile tempesta. Isolati dal mondo, senza acqua né cibo, decidono di scegliere chi fra loro può essere un pasto capace di sfamare tutti. E poiché la tempesta non accenna a placarsi, e nessuno li cerca, man mano i passeggeri più in carne diventano il pasto degli altri. La descrizione è minuziosa e inquietante tanto che, quando finalmente, pur non avendo finito il racconto, l’uomo scende dal treno, l’altro tira un sospiro di sollievo. Il capotreno, però chiarisce che quel viaggiatore ha veramente vissuto un’avventura terribile a causa di una tormenta di neve e per questo racconta, a chiunque gli capiti a tiro, quel terribile viaggio...Leonidas Smiley possiede gli animali più disparati; tra gli altri ha una ranocchia che tiene chiusa in una scatoletta intrecciata. Ma non è una ranocchia qualunque, riesce a vincere nel salto qualsiasi altro animale della sua razza presente nella contea di Calaveras. Smiley ne è così sicuro che ci scommette con un forestiero ma si deve ricredere perché la bestiola non riesce proprio a saltare e una ranocchia appena pescata la batte di gran lunga. Dubbioso Smiley scopre poi che il suo rivale l’ha imbottita di pallini di piombo mentre lui non vi faceva caso…

Proprio Mark Twain, l’autore delle avventure di Tom Sawyer e Huckleberry Finn, regala al pubblico, grazie all’iniziativa editoriale di Mattioli 1885, una serie di racconti e sketches, che offrono un altro spaccato di questo grande esponente della letteratura americana, anzi “Il primo vero scrittore americano” come lo definì William Faulkner. Angoscia e inquieta quello che dà il titolo a questa breve raccolta. Una storia che mischia humor nero e atmosfere cupe, una narrazione dall’andamento grottesco e dai risvolti a tratti agghiaccianti. Il ranocchio saltatore, così come altre storie contenute in questo volumetto, riprendono una tradizione orale tipica della letteratura di frontiera: sono “storie esagerative” come spiega Livio Crescenzi nella prefazione, in cui troviamo sempre un racconto nel racconto, personaggi e vicende che si dipanano come all’interno di scatole cinesi. Alcune poi sono brevissime, attimi, rapidi flash in cui tuffarsi come al solito in situazioni surreali. Non di facile lettura ma sicuramente un libro che fa apprezzare le grandi doti di umorista di Twain.



 

 

 

 
 
 
 

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