Cantavamo nel buio

Cantavamo nel buio
America fine anni ’50: la sognatrice Sally e la volitiva Troo sono due sorelle alla soglia dell'adolescenza che crescono in simbiosi e passano le loro giornate a giocare e fantasticare su canzoni e film. La loro vita trascorre spensierata finché due tragedie non cambiano il loro destino: il padre delle bambine muore in un brutto incidente del quale è testimone Troo, e un misterioso killer uccide una ragazzina del quartiere in modo brutale. La mamma delle sorelline, rimasta vedova, decide di risposarsi con lo scorbutico Hall, che si rivela ben presto un ubriacone ed è spesso violento con lei e con le piccole. A Sally e Troo non rimane che rinchiudersi ancora di più nel loro mondo fatto di scorribande e congetture sull’identità del killer: Sally si convince che l’assassino sia un troppo amichevole poliziotto di quartiere, Rasmussen, mentre Troo si perde dietro i primi amori. Ma la realtà non è come spesso come ci si immagina e dietro le apparenze si nascondono segreti inconfessabili…
La perdita dell’innocenza vista con gli occhi disincantati ed intensi dell’infanzia. Lesley Kagen, qui alla sua prima performance letteraria, sceglie la prospettiva “dal basso” per raccontare l’America spensierata degli anni ’50 che cantava le canzoni di Perry Como e impazziva per il divo Errol Flynn, che mangiava cereali e si sintonizzava sulla TV a caccia di sogni e speranze. Tra Peyton Place (la serie di film sulla perbenista e peccaminosa provincia USA) e I 400 colpi (forse la pellicola migliore mai girata sui bambini), il romanzo mette molta carne al fuoco e si muove in diverse direzioni (dal thriller alla commedia passando per la tragedia) non riuscendo a concretizzarsi, nonostante la buona volontà dell’autrice, in un canale narrativo ben preciso. Resta il fatto che il bambino-pensiero è perfettamente riprodotto e le esitazioni, le sfrontatezze, le paure e i pudori dell’infanzia sono rese al massimo nelle figure delle due sorelle Sally e Troo e nella corte di marmocchi che popola le pagine del libro. Tipica lettura da ombrellone - e di questa stagione può non essere una controindicazione. Per la serie: “male non fa”.

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