Canzoni a manovella

Canzoni a manovella

6 ottobre 2000. Esce Canzoni a manovella: diciassette canzoni da scoprire e da gustare fino all’ultima parola, fino all’ultima nota. Cosa rende questo album così particolare? Chi è il padre che ha generato questo disco unico nel suo genere? Vinicio Capossela nasce il 14 dicembre 1965 da una famiglia di emigranti. Di quell’esperienza (durata solo un anno) resta l’esoticità del suo nome. Un nome che è una promessa di musica e arte. È suo padre a sceglierlo, a dispetto del nonno e delle tradizioni di famiglia. Ed è sempre suo padre ad instradarlo nel mondo della musica. Passando per esperienze musicali differenti, Vinicio decide di assecondare la spinta interiore verso parole mai dette, solo pianoforte e voce. Francesco Guccini sconvolge la sua vita dando seguito alle sue canzoni. Arriva il primo riconoscimento: Premio Tenco come migliore opera prima per All’una e trentacinque circa. Il legame con la capacità di emozionare di Modigliani (suggellato con Modì, il secondo disco), la curiosità per le atmosfere ed i ritmi del Sud America, il cambiamento repentino di rotta (come uomo e come musicista) e poi, finalmente, la conferma del successo. Fino a Canzoni a manovella che cambierà nuovamente il corso degli eventi. Due anni di preparazione per raccogliere suggestioni attraverso viaggi, incontri, letture. Gli scritti di Ferdinand Céline, esploratore del primo Novecento, immergono Vinicio nel mondo della meccanica. Da lì nasce la “manovella”. E da quella manovella escono canzoni…

Storia di una gestazione difficile, fatta di continui rimaneggiamenti, di perfezionismo ed insoddisfazione, di musicisti di calibro, di registrazioni e di arrangiamenti. Ma soprattutto di suoni e di parole. Un processo creativo che coinvolge perfino la copertina del disco (che ha meritato una sezione specifica di approfondimento). Primo di una collana dedicata ai dischi che hanno fatto la storia della musica italiana del XXI secolo, il saggio raccoglie anche la storia di ciascuna singola canzone inserita nel disco. Un’analisi puntuale, fatta di instancabile ricerca e di insaziabile curiosità. Laura Rizzo ci fa da Virgilio in questo appassionante viaggio nella vita e nella musica di Capossela, offrendo al lettore le coordinate per orientarsi, suggerendo (senza mai imporre) interpretazioni, ponendo l’accento su eventi, persone, coincidenze chiave degne di nota, sbrogliando una matassa assai complessa (e per questo ancora più affascinante e coinvolgente), camminando al fianco del lettore senza mai risultare invadente. Un saggio ricco di curiosità, aneddoti, particolari sconosciuti ai più. Ricco di prospettive da cui guardare con altrettanti sguardi incantati e curiosi. Le foto (in bianco e nero come le tavole a colori e gli appunti dell’artista) aggiungono nuove visuali e impreziosiscono il saggio rendendolo davvero unico.



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