Caos

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Jack è uno scrittore newyorchese 66enne sieropositivo dal 1985 che si arrabatta per mantenere il suo stile di vita e le sue spese, 4000 dollari e spiccioli che vanno tirati fuori ogni santo mese. Quando non è in giro per la provincia Usa a presenziare a sonnacchiose presentazioni librarie davanti a platee di anziane zitelle è su internet a chattare con maschi annoiati che talvolta invita a casa sua per una sveltina o un pompino prima di andare in ufficio, di nascosto dalle mogli. Nei ritagli di tempo scrive faticosamente il suo nuovo romanzo, un libro sulla vita del ballerino russo Nijinsky - che però suscita ben poco entusiasmo nel suo editor: arrivato a questo punto della sua carriera artistica, Jack si è reso dolorosamente conto che sebbene abbia concesso negli anni quasi mille interviste a giornali e riviste di tutto il mondo solo 1 su 10.000 lettori forti conosce il suo nome, “e quell’uno, c’era da scommetterci, era un omosessuale di mezza età”. La sua migliore amica è una anziana intellettuale libertina di Parigi dalla voce roca a forza di Gauloises, Marie-Hélène, alla quale hanno appena diagnosticato un cancro alle ossa con metastasi pelviche. Il suo amante preferito è Seth, un ventottenne ex mormone iperdotato, che però gli costa 360 dollari a settimana, 120 a scopata (ultimamente, sapendo che Jack è in difficoltà economica, ha abbassato la tariffa a 100). Ma quando incontra nel sexy shop sotto casa un giovanissimo italiano, Giuseppe, Jack torna a sentire nel cuore un brivido che credeva dimenticato...

Playground regala ai fan di Edmund White un volume con un romanzo breve (Caos, che dà il titolo alla raccolta), due racconti (Un po’ di casino per Billy e Buon viso a cattivo gioco) e un brevissimo frammento (L’epoca dei dischi) sulla passione giovanile dell’autore per dischi, opere liriche e cinema. Il romanziere Jack e i raffinati professori universitari protagonisti delle tre storie hanno molto in comune tra di loro - e a naso con Edmund White: sono anziani, cosmopoliti, di ceto medio-alto e ottima cultura, hanno amicizie assai complici con donne istrioniche e solitarie, vivono avventure sessuali travolgenti (ma anche a loro modo dolorose) con uomini molto più giovani di loro. L’esotismo delle ambientazioni (Parigi, Naxos, Key West, la Turchia) nelle quali si muovono questi gay in là con gli anni in completo di lino e occhiali di corno fa molto James Ivory e dà forse un che di obsoleto alla narrazione, ma la grandissima classe della scrittura di White dona al tutto la freschezza che non ti aspetti.



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