Cara Cronica

Cara Cronica
"Sono un vostro elettore, tutte le settimane compre la cronica vera; da oltre molte settimane è venuto meno il foglio chè vi erano ogetti di di peni sessuale, pene di varie tipi, la campana con la pompetta di sviluppare il pene, la confeziona della pinnola per rendere più duro il pene, ed altri ogetti che riempivano il foglio è ora non viene più aggiunte. come si spiega questa faccenda?" Una compilation delle lettere più deliranti, divertenti, commoventi, rabbiose, disperate ricevute dal settimanale Nuova Cronaca Vera (questa la testata corretta, con buona pace della stragrande maggioranza, che indirizza le lettere a "Cara Cronica") negli ultimi anni e selezionate dal giallista/reporter Edoardo Montolli. Un campione, un sondaggio, una carotatura di un territorio sotterraneo e inesplorato, un'Italia nascosta sotto la superficie patinata della contemporaneità, lontana dai riflettori e colpevolmente trascurata dai mezzi d'informazione. Un popolo di senza volto ai quali Cronaca Vera dà uno spazio, offre un punto di riferimento, regala una voce e un volto...
200.000 copie a settimana - il doppio d'estate - settimanale italiano più venduto all'estero, più tentativi d'imitazione della Settimana Enigmistica, tutti regolarmente falliti. In 38 anni ne ha fatta di strada, Cronaca Vera (il Nuova della testata non lo cita mai nessuno, chissà perché). E senza inserzionisti pubblicitari importanti, senza cartonati e gadget, senza finanziamenti pubblici. Redazione a Rho, cinque persone capitanate dal rude Giuseppe Biselli, che lo dirige dal 1996 e ha pilotato la svolta - a suo modo clamorosa - di togliere le foto di donne discinte dalle copertine e che quando qualcuno paragona il suo settimanale a Novella 2000 et similia, tuona: "Ma come si fa a dire una cazzata del genere? Trovate, se riuscite, un solo vip su Cronaca Vera in 38 anni di storia. Noi funzioniamo esattamente all'inverso: se uno è stato in tv qui non passa". Perché l'idea di Biselli, la sua ossessione, è di pubblicare le notizie che i grandi giornali ignorano, non giudicano degne di nota. Questa vocazione viene da lontano, del resto: dal 1969 al 1972 il settimanale fa inchiesta 'dura', aggressiva, entra a piedi pari sulle polemiche politiche dell'epoca, ma con scarsi riscontri di vendite. Il successo arriva con la scelta di spostare l'obiettivo dall'alto al basso, dalle stragi di Stato alle stragi familiari, dai delitti eccellenti a queli dimenticati. Ma con il successo arriva anche l'ostracismo: il settimanale viene negli anni messo alla gogna dall'élite culturale, bollato come qualunquista se non addirittura fascista, al massimo trasformato in icona trash: un vero e proprio linciaggio culturale che spinge persino i giornalisti che scrivono sul settimanale a firmare i loro articoli al 90% con pseudonimi. Certo non contribuirà a cancellare il pregiudizio generale su Cronaca Vera la pubblicazione di questo estratto dell'immenso archivio - in gran parte, apprendiamo con sgomento dalla prefazione del volume, scriteriatamente distrutto - di lettere ricevute (uno scatolone al giorno consegnato da un ansante postino), ma comunque il sospetto che Cronaca Vera sia vittima di una sorta di razzismo mediatico 'passa', convince, persino indigna a tratti. Il caso più incredibile? Quello di Giuseppe B., 2920 lettere inviate in circa 4 anni, più di 2 al giorno di media, un pugliese emigrato in Germania che ha messo in piedi una complessa teoria del complotto incentrata sull'attore Pippo Franco e sugli extraterrestri accompagnata sovente da inquietanti ritratti di clown, giullari, personaggi che sembrano usciti da un fumetto surreale. Il lettore più 'ingombrante'? Il serial killer ligure Donato Bilancia, che a Cronaca Vera scrive in cerca di compagnia femminile. Brr...

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