Cara senatrice Merlin

Cara senatrice Merlin

Gennaio 1951. Mentre i padroni gozzovigliano e non si fanno scrupoli di allungare le mani, una serva si convince che l’amore non è peccato. Finché non incontra un uomo che la violenta e l’abbandona con un figlio in grembo. Prostituirsi diventa l’unico modo per fuggire da quel contesto e cercare di salvare suo figlio. Altro luogo, altra storia. A venticinque anni, figlia di NN e abusata dal principale, non le resta che vendersi. Nella speranza di affrancarsi il più presto possibile, senza dover giustificare a nessuno il suo passato. Che ne sarà di una giovane donna che dall’età di quindici anni è costretta a vendere il suo giovane corpo per mantenere suo figlio? Sarà vero che finirà in prigione e non potrà più prendersi cura del suo bambino malato? Sarà possibile non ricadere nel passato e rifarsi una vita? Queste e altre domande tormentano le donne che, da un passato difficile che le ha segnate, sono approdate ad una casa di tolleranza che le ha accolte ma, senza curarsi di nessuna di loro, le ha sfruttate. La povertà, l’ignoranza, il degrado sociale e culturale sono tra le prime cause che hanno spinto queste donne a prostituirsi: sentivano di non avere altre possibilità, di essere state messe al muro dalla vita. Tutte chiedono una seconda occasione: vivere onestamente per potersi guardare allo specchio con dignità…

Cara senatrice Merlin - Lettere dalle case chiuse racconta di un mondo sconosciuto perché spesso mistificato. Sono lettere intense, che fanno commuovere e sorridere. Tutte rigorosamente originali, senza alcuna correzione o manomissione (ad eccezione dei nomi e dei luoghi, che sono stati omessi per ovvie ragioni). Le donne sono le vere protagoniste del testo, con le loro fragilità, i loro desideri, le paure e i sogni. Ieri come oggi. A sessant’anni dalla legge n. 75, conosciuta come legge Merlin, con la quale vennero abolite le “case chiuse” con la volontà di restituire dignità alle prostitute, colpisce ed appassiona la riedizione delle lettere del 1955, integrata da un saggio breve introduttivo e dal testo definitivo della legge che sostituisce le innumerevoli appendici della prima edizione. Mirta Da Pra Pocchiesa, coordinatrice del Progetto prostituzione e tratta del Gruppo Abele, difende strenuamente le ragioni della Legge Merlin, ritenuta attuale e necessaria ancora oggi. L’autrice introduce, con un saggio in forma epistolare che fa da cornice, le sfide che la legge 75, oggi, deve affrontare: prima fra tutte, la tratta degli esseri umani. Il principio di autodeterminazione delle persone è l’elemento dirimente della legge che, per la prima volta, guarda alle persone e alle loro storie. E da queste storie il lettore è catturato. Resta l’amaro in bocca ma, soprattutto, un’occasione per riflettere.



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