Carbonio

Carbonio
Oramai sono già quasi dieci anni che lavora per Ambiente Nostro. È entrato come tuttofare subito dopo la laurea e poi via via gli hanno affidato qualche ulteriore incarico o un compito più interessante, ma deve ancora spesso star dietro a rotture di scatole come il giornalino per gli associati e i testi delle lettere di richiesta di donazioni per singole iniziative o per campagne indicate dalla direzione. Meglio l’attività di ufficio stampa, che principalmente consiste nel telefonare a una lista di giornalisti che per quanto concerne i temi ambientali si sono rivelati leggermente meno ignoranti e faciloni della media dei loro colleghi. In ogni modo, le giornate scorrono e si trova alle otto o alle nove di sera da solo in ufficio con i file ancora da sistemare e magari qualche e-mail di sollecito dalla fondazione di Roma. Per un po’ ha l’impressione di star bene: crede nella causa, non si sente schiavo del compromesso come i suoi amici, ma in realtà il risultato è che dopo dieci anni lui raggiunge gli aperitivi con la Tipo a metano lasciata al parcheggio d’interscambio a Famagosta mentre gli altri si presentano in taxi e abito di buona fattura da pochi isolati di distanza…
Quanta ipocrisia c'è spesso nascosta dietro le cause più nobili, occultata dietro sepolcri imbiancati o immagini vacue di pura facciata. D'altronde si sa, lo dice anche il proverbio - e i motti e le frasi formulari nascono per definizione da un fondo di verità che si fa metafora, paradigma e allegoria: di cosa, se non di buone intenzioni, è lastricata la via che conduce verso gli oscuri e perigliosi abissi infernali, teatro di sempiterna dannazione? Il romanzo di Michele Governatori è agile, ben scritto, scorrevole e aspro, ed è un sapore che non guasta ogni tanto sentirsi in bocca, perché, come Eraclito insegna, è l'unione dei contrari che fa in modo che l'equilibrio del mondo si regga, e quindi senza amaro non avremmo esperienza del dolce, così come del bene senza il male. Governatori parla del nostro tempo, della nostra società, di noi, di come si cambia. Parla della coerenza, di quanto sia una costruzione fragile e complicata, del ruolo del lavoratore, sovente pedina manovrata suo malgrado, di quanto sia difficile mantenersi liberi, di quanti siano gli squali senza scrupoli - e senza pinne - pronti a tutto pur di prevaricare e vincere assurde e inutili competizioni e di quanto costi cara, spesso, purtroppo, l'onestà.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER