Care figlie vi scrivo

Le sue figlie sono due ostinate lavoratrici, dice, e pensa che, oltre al loro talento naturale, debbano il loro successo appunto a questo loro impegno. Mai un momento di pigrizia. Si ricorda gli orari di Carla nel periodo delle sfilate. Cominciava alle sei di mattina e aveva ancora delle prove per il giorno dopo fino a mezzanotte. Carla è Capricorno, ama la solitudine e il mistero, e non dimentica le ferite. Valeria è Scorpione, piena di immaginazione, accanita fino al sacrificio. Diventano due donne libere e indipendenti, legatissime al fratello perduto. Lei non può star loro dietro: ciascuna ha il suo lavoro, il suo appartamento, i suoi ragazzi, la sua vita. Valeria ha da ragazza una storia tragica con il meraviglioso Thierry Ravel. Non solo bellissimo, ma anche un bravissimo attore della compagnia di Patrice Chéreau. Purtroppo cade nell’abisso della droga. Valeria cerca con tutte le sue forze di salvarlo. Per mesi lui vive in un centro specializzato, una sera chiede il permesso di uscire per un lavoro. Lo trovano il giorno dopo a casa di sua madre, morto per un’overdose. Quella tragedia segna sua figlia per tutta la vita, dice Marisa. Il lutto è lungo e doloroso, e lei pensa che ancora oggi la ferita non sia guarita…

La famiglia Bruni Tedeschi è senza dubbio in Italia, in Francia e non solo una delle più celebri, altisonante già il doppio cognome dalle aristocratiche sonorità: si pensi al capostipite Alberto, industriale, collezionista, compositore d’opera, uomo raffinato, colto e perbene, che porta tutti in Francia per sfuggire alle tremende minacce dell’Anonima sequestri, che per decenni ha tenuto sotto scacco lo Stato e i suoi maggiori contribuenti. Si pensi a Carla, che è stata una top model di chiarissima fama ed è una cantante e musicista, ha sposato uno dei più influenti politici d’oltralpe, Nicolas Sarkozy, ex inquilino dell’Eliseo. A Valeria, che è una bravissima e pluripremiata attrice e regista, che non ha dimenticato di ricordare nel suo bel film Un castello in Italia, passato da Cannes nel 2013 e girato con l’allora compagno Louis Garrel (ora sposato con Laetitia Casta, ex di Stefano Accorsi) il fratello Virginio, indomito viaggiatore ucciso dall’AIDS. Nel film compare anche la madre, Marisa Borini, pianista, artista, donna libera e appassionata, che ha vissuto numerose storie d’amore durante il lungo matrimonio (l’inizio della storia con Alberto risale ai primi anni Cinquanta), l’autrice del libro in questione con il cognome da sposata. La signora Bruni Tedeschi, nata a Torino in pieno fascismo da madre francese e padre italiano, appare sincera: non dà affatto l’impressione di voler sembrare migliore di quello che non sia. Del resto, per quale motivo dovrebbe? Racconta in Care figlie vi scrivo nel dettaglio la sua vita, ricostruendo con essa uno spaccato del tempo e della storia, anche quella delle nazioni in cui ha vissuto, e, attraverso le generazioni, sin dal titolo e dall’immagine di copertina il libro, la cui prosa è limpida e avvolgente, fa immergere il lettore in una dimensione intima e insieme collettiva, fatta di riflessioni e confidenze.



 

 
 
 
 

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