Carnezzeria

Carnezzeria

La famiglia Carollo è intenta a prepararsi ad uscire di casa: i cinque componenti si vestono, si consigliano gli abbinamenti giusti, si canzonano – arrivando ad una crudele violenza verbale - quando notano che l'altro indossa pantaloni non stirati o inadeguate pantofole. In fila, sono costantemente in procinto di varcare la soglia, di raggiungere un mondo altro che non sembrano aver mai conosciuto se non attraverso i ricordi. Altra realtà familiare quella descritta in Carnezzeria, in cui Nina attende l'arrivo dello sposo promesso dai tre fratelli, un'entità che lei non ha mai visto ma che giustifica il bambino che ha in grembo, frutto invece di un rapporto incestuoso che i tre, guidati da Paride, gerarchicamente il capo, il padre, il tiranno, vogliono dimenticare abbandonandola lì. Lei, ritardata mentale, subisce la loro brutalità con la stessa inconsapevole rassegnazione con cui ha accettato il loro seme. Vita mia é una lunga preparazione alla morte. Un letto, forse un'impalcatura funebre più che un giaciglio su cui riposare, è il centro della vicenda di una madre e dei suoi tre figli, uno dei quali sembra destinato a morire. Un funerale annunciato, allestito, premeditato nei suoi minimi dettagli, che si trasforma in una specie di danza macabra quando il prescelto viene indicato...
mPalermu, Carnezzeria, Vita mia: Tre pièces, tre spettacoli che Emma Dante ha portato in scena suscitando l'attenzione e l'ammirazione del pubblico e dell'intera comunità teatrale italiana. Questi tre testi sono accomunati da un forte senso di attesa, il più delle volte mai realizzata. I personaggi vivono sul confine tra azione e desiderio di azione, tra spasmodica aspirazione di cambiamenti e attesa di mettere in atto le proprie intenzioni. Tutti rimangono fermi al punto dal quale si dovrebbero invece iniziare a muovere, aggrappati come sono ad un centro, rappresentato da una casa, da un famiglia o da una madre, da cui non riescono, o forse non vogliono, allontanarsi. Il linguaggio è forte, volontariamente volgare, senza eufemismi o filtri, esattamente in linea con la realtà di coloro che animano queste tre tragedie familiari, in cui neanche la morte rappresenta un'eventuale via di scampo. La meschinità incancrenisce le relazioni personali e fa sì che ognuno non riesca davvero a percepire la presenza dell'altro. La potenza scenica dei testi di Emma Dante, trasudano con forza in queste pagine, capaci di disorientare il lettore, costringendolo ad un esercizio mentale, auspicabile per l'attuale panorama teatrale italiano.

Leggi l'intervista a Emma Dante

 

 

 

 
 
 
 
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