Carrà – 101 pillole di saggezza

Carrà – 101 pillole di saggezza

Pensa che l’unico modo in cui la si possa definire sia showgirl, perché crede di aver dimostrato di saper fare di tutto un po’. Non ha mai fatto scelte alla cieca nella sua vita e quando il contratto con Hollywood si stringe sempre più attorno al suo collo come un capestro se ne torna in Italia a fare teatro nei dopolavori. Il caschetto che la rende immediatamente riconoscibile, dichiara a Paolo Bonolis undici anni fa in tv, si deve a Cele Vergottini, che le stira i capelli ricci che sono per lei un complesso e le salva la vita: tre anni prima dichiara invece sulle pagine di Sette, il supplemento del “Corriere della sera”, a Claudio Sabelli Fioretti che lei, figlia di separati cresciuta insieme a suo fratello da mamma, nonna e tata inglese severissima, non si è mai capacitata del fatto che non sia consentito adottare un bambino, lei che ne ha adottati molti a distanza, se si è semplicemente felici ma non sposati. Perché sposarsi per forza? Del resto, racconta a Massimo Gramellini, c’è ancora molta strada da fare per abbattere i pregiudizi: è però ottimista. La sua frase preferita recita che potranno anche togliere tutti i fiori, ma mai la primavera…

Ha compiuto da poco settantacinque anni, è l’icona, in tutte le accezioni in cui di norma viene utilizzato questo termine, per eccellenza dello spettacolo italiano, ha fatto scandalo per l’ombelico col Tuca Tuca, nei paesi di lingua spagnola è una celebrità, ha venduto milioni di dischi, ha ricordato al mondo come è bello far l’amore, ma si sono offesi quelli che abitano da Trieste in su, ha fatto incontrare di nuovo persone che non avevano occasione di vedersi da decenni (perché l’Italia, checché ne dica qualche smemorato non di Collegno, è un paese di migranti), è imitata e inimitabile, citata e presa a modello, sempre uguale eppure capace di reinventarsi ogni volta, ha lavorato persino con Sinatra e ha paralizzato l’Italia che non faceva altro che chiedersi quanti fossero i fagioli nel suo barattolo: è Raffaella Pelloni, in arte Carrà. A cui è dedicato il nuovo volume della collana Blister, una raccolta di dichiarazioni, tratte per lo più da interviste, in pillole, perle di saggezza e buon senso ben amalgamate, introdotte da una breve nota biografica e riunite in un’accattivante veste grafica in stile anni ’70, il decennio dei grandi successi, quando nell’Italia puritana ma che lottava per i diritti civili faceva tanti auguri a chi tanti amanti ha.



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