Casca il mondo, casca la terra

Casca il mondo, casca la terra
Roma, quartieri alti. Un giorno qualunque di ottobre in Via Condotti. Due donne bellissime e ben vestite ammirano la stessa vetrina. Anna, il cui vero nome è Vittoria, ha visto il suo matrimonio - perfetto e invidiato – sbriciolarsi sotto le insidie di un'altra donna. Figlia di un padre troppo violento e di una mamma troppo remissiva, sin da ragazzina ha una sola ambizione: scappare dal suo misero paesino pugliese, lasciare quel mondo operaio e mediocre e sposare un uomo facoltoso in grado di renderla una regina degna dei migliori castelli. La sua testardaggine e la sua ostinazione riusciranno a portarla laddove il suo cuore ha sempre voluto, a renderla una donna ricca ed ammirata, sposa di Alberto, un uomo potente e rispettato. Ma un sms dolce e appassionato sul cellulare del suo uomo - che porta la firma di Lalli - farà calare le ombre più nere sul suo regno dorato, spezzerà la favola rosa di cui credeva essere l'unica protagonista. Inizia per Vittoria un'ossessione incontrollabile di sapere, di immaginare, di conoscere, di capire. Chi è Lalli? Com'è Lalli? Perché Lalli? Vittoria scoprirà chi è quella donna e diventerà ai suoi occhi “Anna”, un'impiegata semplice e modesta, con la quale Lalli, il cui nome ufficiale è Laura, instaurerà un rapporto sincero e confidenziale a partire da quell'anonimo giorno di ottobre...
Catena Fiorello, con una scrittura scorrevole e leggera, ci racconta la storia di una donna tradita, Vittoria, una donna ambiziosa e testarda che non vuole mollare e vuole riprendersi ciò che per diritto sente suo dopo una cavalcata sociale non troppo leale. Vittoria è antipatica e snob, ha un passato da dimenticare ed un futuro sempre sulla cresta dell'onda, è divisa tra le apparenze dettate e dovute dalla società e l'amore incommensurabile per la sua famiglia. Ha tutto (e troppo) e improvvisamente sente di non avere più niente. Ma “l'inferno non è mai tanto scatenato quanto una donna offesa”, diceva Shakespeare, e Vittoria è determinata a riprendersi i suoi privilegi, il suo tutto e a scoprire tutta la verità, anche con le armi più subdole. Attraverso il suo perché-proprio-lei - che diventa lo scopo della sua stessa esistenza - e attraverso quell'ossessivo rapporto di autentica/ipocrita amicizia compirà un viaggio dentro se stessa e, riflettendosi nella personalità trasparente di Laura e interfacciandosi con quel mondo semplice e  anonimo, verranno alla luce le sue fragilità che metteranno in discussione le sue certezze e i suoi punti di vista. La storia procede morbida e lineare attraverso ricordi e incontri che danno un po' di movimento alla storia che, altrimenti, sarebbe apparsa troppo schiacciata. I profili dei personaggi non sono poi molto originali, ma catturano il lettore che riesce ad immedesimarsi nei loro dialoghi quotidiani, talvolta banali e pieni di luoghi comuni proprio come nella vita vera, del resto. Le pagine scorrono con rapidità anche se gli eccessivi punti esclamativi e le numerose parentesi tonde fan calare un po' l'intensità del racconto e manifestano un linguaggio narrativo forse ancora un po' immaturo. Ciononostante la narrazione, delicata e senza troppe pretese proprio come il girotondo che fanno i bambini, va dritta al cuore e alle paranoie delle donne che si chiederanno come sia possibile diventare amica di chi ti ha sottratto un posto speciale dentro di lui ed impareranno che talvolta per conoscersi un po'… bisogna perdere la testa.

Leggi l'intervista a Catena Fiorello

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