Case, amori, universi

Case, amori, universi

Tra Ida e Clé i rapporti sono curiosi, è un amore intrecciato con sfilacciature di odio quello che passa tra i due. In altre parole, trattasi di rapporti d’amodio. Tutti sappiamo che l’amodio è comunissimo nel mondo, come mai manca nei manuali di linguistica un cartellino semantico che ne definisca usi e costumi? Ida, quarant’anni circa, brutta e generalmente sciamannata è la cuoca di casa Raimondi. Clé si chiede in continuazione perché la donna debba piangere quando sente cantare “Tripoli Bel suol d’amore”. All’interrogativo del giovane Ida risponde che per lei Tripoli non è suol d’amore ma piuttosto suol di sciagura, infatti nel 1911, durante lo sbarco italiano in Tripolitana, le è morto il fidanzato Faustino. Forse questo spiega molte cose pensa tra sé e sé il protagonista. Gli anni più o meno combaciano. Clé può essere suo figlio e così si spiega la parte di amore provato dalla donna nei riguardi del giovane. D’altra parte Clé, di fatto, è il figlio dei “signori” e così si spiega il risentimento, l’odio appunto. La somma dei due rappresenta il famoso “amodio” inesistente nei vocabolari ma rilevantissimo nei rapporti umani. Tanti anni più tardi Clé avrebbe scoperto che il giapponese ha il suo vocabolo per l’amodio. Laggiù in Oriente - afferma Clé - hanno elaborato in misura diversa dagli occidentali i due concetti riuniti in una sola parola, un solo ossimoro, utile ed espressivo…

Fosco Maraini (1912-2004), uomo poliedrico e curioso osservatore dei popoli, pubblicò Case, amori, universi per la prima volta nel 1999 con la casa editrice Mondadori; l’attuale iniziativa editoriale da parte della casa editrice La nave di Teseo dunque è sostanzialmente una riedizione del precedente volume con l’aggiunta, interessantissima e preziosa, di una nota introduttiva a cura della scrittrice Dacia Maraini, figlia primogenita dell’autore, evocata nello scritto con lo pseudonimo di Dafni. Trattasi essenzialmente di un’autobiografia romanzata in cui, mediante l’utilizzo della terza persona, l’autore riferisce le avventure del protagonista Clè (da Anacleto), dall’infanzia sino al 1946. Il romanzo può essere diviso in due parti: la prima narra la scoperta del mondo da parte di Clè sino all’incontro con la futura moglie Topazia Alliata, soprannominata nello scritto “Malachite”; la seconda, che copre gli anni 1939-1945, è incentrata sul soggiorno nell’amatissimo Giappone e si conclude col ritorno in patria del protagonista assieme alla famiglia dopo le note vicende legate all’internamento nei campi di concentramento per antifascisti di Nagoya e di Kosai-Ji. Lo sdoppiamento operato da Maraini riguardo alla tecnica narrativa e l’utilizzo di pseudonimi per tutti i personaggi reali appartenenti al proprio entourage familiare rende la lettura divertente e rilassante e alleggerisce il tratto riguardante le vicende reali vissute in circostante dolorose da Clè/Fosco nel corso della vita facendo sì che l’intero scritto trasudi vivacità e vitalità. Citiamo a titolo di esempio le definizioni che Clé rivolge con bonarietà agli amici del padre definendoli “accademiconi, vescovi del sapere, mitriati della cultura, arconti” (ed evidenziamo che tali personaggi altri non erano che Ugo Ojetti, Lionello Venturi, Emilio Cecchi, intellettuali di spicco dell’epoca ed abituali frequentatori di casa Maraini). Così, accanto alla dimensione evocativa e fantastica che avvolge la narrazione, in cui si evidenzia un’assenza totale di pregiudizi verso gli uomini e le cose, si apprezza anche la particolare lingua usata dall’autore. In effetti l’intera scrittura si presenta costellata da neologismi e da invenzioni espressive certamente derivanti sia dalla parlata toscana ma anche dalla vasta cultura dell’autore e dai richiami alle culture orientali. E non poteva non essere così, visto che Fosco Maraini oltre che studioso di antropologia ed intellettuale fuori dall’ordinario è stato anche l’autore della famosissima raccolta di poesie Gnòsi delle Fanfòle, in cui sapienti storpiamenti linguistici destano a tutt’oggi nel lettore di ogni cultura ed età uno scoppiettante sorriso.



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