Casi umani

Casi umani

Non riesce proprio a capire perché il suo fidanzato abbia deciso di lasciarla, in quella tranquilla giornata di settembre in cui tutto sembra perfetto e mille progetti per il futuro sono ancora da realizzare. È a letto e sta leggendo e lui tarda ad uscire dal bagno, tarda decisamente troppo. Lei allora si alza di soppiatto, sbircia attraverso il buco della serratura e lo vede seduto sul coperchio della tazza, con la testa tra le gambe. Bussa timidamente alla porta e resta in attesa. Sente rumore di passi, sente la chiave girare e la porta si spalanca. Lei abbozza un sorriso e lui la guarda, serio… Gianluca è entrato nella sua vita in modo estremamente banale, incominciando a seguirla sui social e mettendo dei like ad ogni foto o post pubblicati, col chiaro intento di avvicinarsi alla preda. Lei, incuriosita da tanta insistenza, è andata a studiare il suo profilo: trentotto anni, avvocato, nessuna foto ridicola, un buon italiano; insomma nulla che possa compromettere il suo curriculum. Quindi si può passare al contrattacco, mettendo a sua volta un like ad una sua foto in palestra, così da far procedere con evidente solidità il corteggiamento… Quando è ormai convinta che il suo futuro sia segnato e che non le resti altro che attendere un solitario decadimento fisico e psichico, diventare una accumulatrice seriale le sembra la più papabile tra le varie opzioni possibili. Comincia allora a collezionare biglietti aerei dei suoi viaggi, scontrini dei ristoranti e biglietti del tram. Trascinata dall’onda di questa esigenza da “congelamento ricordi”, pensa che potrebbe affidare ad un fotografo professionista il compito di immortalare il suo presente, formato da lei, appunto, il figlio ed il cane. Attraverso una breve ricerca condotta su Google, trova un fotografo milanese che pare proprio fare al caso suo…

Inutile negarlo: quello degli ex è un campo minato in cui tutti transitano, prima o poi, ed ognuno ha il proprio modo di reagire. C’è chi non si rassegna, chi non se ne cura e chi, come Selvaggia Lucarelli, non riesce ad affrontare la situazione di petto e decide – mettendo a tacere la propria dignità e adottando la tecnica del chiodo scaccia chiodo – di buttarsi anima e corpo in una serie di relazioni tanto improbabili quanto rapide con personaggi alquanto surreali, una vera e propria galleria di casi umani. È così che viene presentata una carrellata piuttosto inverosimile di maschi, poco alfa e molto omega, che va dal taccagno senza speranze al cleptomane, passando attraverso il fashion blogger narcisista e il voyeurista senza scrupoli. Per una volta è una donna a stilare il catalogo, facendo il verso alla secolare tradizione maschile – e maschilista – di classificare le conquiste in base a requisiti estemporanei e a volte discutibili. Come spesso accade negli scritti della Lucarelli – indipendentemente dall’antipatia epidermica che il suo personaggio, più che la sua persona, può suscitare – a ben guardare, oltre l’ironia, lo stile diretto e senza filtri, il tono tragicomico della narrazione, è rintracciabile un invito ad una lettura meno superficiale, ad una riflessione più profonda, da donna a donna, sull’amor proprio piuttosto che sull’amore in quanto tale. Per uscire, certamente ammaccati ma ancora tutti interi, da una delusione d’amore o da una delusione tout court, è bene dotarsi di una buona dose di autoironia e di tanta tanta autostima. Con la scrittura irriverente che è diventata un suo tratto distintivo, la Lucarelli – lungi dall’aver scritto un saggio sulle relazioni amorose – regala una lettura leggera, spensierata, senza troppe pretese. Quella che a volte può bastare.



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