Cat Person

Cat Person

Quando il comune amico di una coppia si lascia per la terza volta con “l’orrenda fidanzata”, aprire la casa al suo dolore sembra la cosa più giusta da fare: al quarto drink lasciarlo guidare la macchina sarebbe da incoscienti. Il giorno dopo, alla fine di una serata insieme al ristorante, è lui a chiedere di poter restare: starsene a casa da solo era ancora troppo difficile. Ma a poco a poco, la presenza dell’amico sul divano di casa comincia a diventare irrinunciabile per la coppia stessa: sapere che lui è lì mentre fanno sesso è diventato il nocciolo di una loro fantasia… Jessica prende lo zaino con i CD (Blood Sugar Sex Magik, Use Your Illusion e Nevermind), i libri, una mela e tre fette di formaggio per la merenda. Ha 12 anni e un posto dove andare da sola a leggere il suo libro e ascoltare la sua musica: è il parco degli skater dietro casa. La prima volta che lo vide stava per aprire il nuovo cd dei Guns N’ Roses. Alto, magro, capelli lunghi, venti anni forse. “Quando si accorse che lo guardava, lui le fece l’occhiolino, le puntò pollice e indice come una pistola, e sparò”… “Ragazza degli snack, dammi il tuo numero” disse, e sorprendendo se stessa lei glielo diede. Lei è Margot, lui Robert. Lei lavora al chiosco degli snack di un cinema d’essai, lui è un tipo un po’ strambo a cui piacciono le liquirizie alla fragola. Qualche battuta via chat e poi un appuntamento al 7-Eleven, alle 11 di sera. Il bacio non arriva, ma arriva quella sensazione di “frizzante leggerezza che (Margot) riconobbe come il segno di una cotta nascente”. L’appuntamento vero è qualche settimana dopo, ma non sarà minimamente all’altezza delle aspettative di Margot. Anzi, probabilmente sarà l’appuntamento più deludente della sua vita…

Quando uscì Cat Person, sul “New Yorker”, era il dicembre del 2017: qualche mese prima, sul “New York Times”, dodici donne avevano accusato Harvey Weinstein di molestie, aggressioni e violenza sessuale. A breve sarebbe nato il movimento #metoo e Cat Person in poche settimane venne condiviso da così tante persone online da accaparrarsi il primato di “racconto più condiviso” della storia. Un caso letterario dovuto al caso, quindi, dal momento che Kristen Roupenian, la 38enne esordiente americana di origini armene, quel racconto lo aveva scritto tempo prima senza poter immaginare che l’universo (e gli editori) stavano tessendo per lei un allineamento planetario di coincidenze senza precedenti che l’avrebbe portata a stipulare un contratto di 1,2 milioni di dollari con la Scout Press (del gruppo Simon & Schuster) per il suo primo libro di racconti e per il suo primo romanzo. Ma noi al caso non ci crediamo. La verità è che lo spazio aperto alla discussione da un testo letterario è enormemente più fertile di quello offerto dalla cronaca. La garanzia di potersi riferire a Margot e Robert come se fossero due nostri amici, senza le implicazioni che ciò comporterebbe se lo fossero davvero, ha permesso a milioni di persone online di confrontarsi su argomenti (relazioni sessuali, consenso, dinamiche di potere, perdita del controllo) su cui, evidentemente, sentiamo di aver molto da dire. Anche troppo, dal momento che in molte interviste rilasciate la Roupenian sostiene di aver sofferto in particolar modo le continue domande su quanto ci fosse di autobiografico in Cat Person. Motivo per cui non troverete negli altri racconti, qualcosa di “simile”. O meglio, qualcosa di simile c’è, ma c’è soprattutto qualcosa in più. Ad accomunare, tra gli altri, Ragazzaccio, Sardine, Il corridore notturno e Look at Your Game, Girl è la presenza di una nota disturbante che emerge, e prende il sopravvento, fino ad arrivare in alcune pagine all’horror, in un contesto di assoluta normalità. Roupenian gioca con il nostro personale senso del limite, con ciò che è socialmente ed eticamente “accettabile” per superarlo un attimo dopo e permetterci di buttare un occhio sull’abisso. E non è mai un bello spettacolo.



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