Catch 22 - Comma 22

Catch 22

Yossarian è ancora in ospedale. Il giovane capitano lamenta un dolore al fegato che rasenta l’itterizia mentre i medici rimangono perplessi sul da farsi. Trattandosi di un dolore che rasenta l’itterizia ma che non è vera e propria itterizia non sanno come procedere: se fosse stata itterizia avrebbero potuto tranquillamente curarlo, ma non trattandosi di itterizia allora non possono curarlo e devono semplicemente aspettare il naturale decorso del male. Ecco perché ogni mattina è sempre la solita storia: tre uomini austeri che fanno sempre le stesse domande accompagnati dall’infermiera Duckett, donna che certo non ha Yossarian in simpatia. A parte tutta questa gente che vuole sapere come sta e che palesemente non vede l’ora di levarselo dalle scatole, il capitano sta alla grande. La temperatura corporea si aggira sempre attorno ai 38,3° ma non si può avere tutto, e il cibo discreto, le razioni extra di carne fresca, il latte e i succhi di frutta valgono bene i dolori e la compagnia non certo esaltante. Giorno dopo giorno, nella mente di Yossarian matura la convinzione di poter trascorrere il resto della guerra in ospedale, e per ingannare il tempo comincia a mandare lettere a chiunque conosca e a dichiarare guerra ai modificatori, facendo sparire dalle lettere che gli capitano sottomano ora gli avverbi, ora gli aggettivi, arrivando persino a cancellare, in un picco di creatività altissimo, tutto tranne gli articoli. Eh sì, la guerra non è male ma ogni tanto gioca brutti scherzi, con la vita della truppa che si muove sulla linea invisibile tra monotonia e impeto, tra quotidianità alienante e momenti di sollecitazione estrema. Di tutto questo Yossarian comincia ad essere decisamente stufo…

L’espressione “Catch 22” (tradotta come Comma 22 o, più letteralmente, “tranello” 22) è il corrispettivo anglofono del francese cul-de-sac e dell’italiano circolo vizioso; in parole povere una strada senza via d’uscita in cui ogni tentativo di ragionamento riporta al punto iniziale. La fortuna dell’espressione “Catch 22” risale proprio a questo romanzo, esordio dell’ex militare passato dal mitra alla penna Joseph Heller, manifesto antimilitarista dalla gestazione lunga e tortuosa, padre putativo del postmodernismo e autentico libro di culto in grado di superare indenne almeno tre generazioni di lettori. Le vicende tragicomiche dei tantissimi personaggi che compongono questo monumentale e allegorico affresco affondano le loro radici nei disagi causati dalla guerra, dagli orrori e dallo stress che si vivono quotidianamente sul campo di battaglia e dai deliri fanatici di graduati spesso imbelli e assetati di potere più che di onore. Yossarian, l’antieroico protagonista del policromo racconto, è il polo attorno al quale ruotano le iperboliche situazioni di Comma 22, e il giovane capitano è la cartina al tornasole di una realtà alienata in cui la vita e la morte diventano semplicemente statistiche da mettere su una tabella, dove elevate all’esponente “paranoia” forniscono un quadro accurato del disturbo post-traumatico da stress, nevrosi tipica di chi si trova esposto alle sollecitazioni della guerra. La lettura del romanzo è tutt’altro che facile, così come è difficile orientarsi in un alveare di personaggi sballati e sopra le righe, dal cinico e inflessibile colonnello Cathcart al war profiteer factotum Milo Minderbinder, passando per il timido cappellano Shipman (o Tappman, a seconda dell’edizione), il trasognato Nately e il bastardissimo generale Dreedle. Tutte queste figure – e molte di loro ritorneranno nel sequel Tempo scaduto, uscito nel 1994 – sono accomunate dall’assurdità dei loro comportamenti in una cornice di assurdità ancor più grande data dalla guerra. Ricco di citazioni memorabili e situazioni paradossali, Comma 22 rappresenta ancora oggi una accurata ricostruzione della guerra intesa come gioco folle e devastante da chi la guerra l’ha vissuta sulla propria pelle e in prima linea – Heller è stato puntatore su un bombardiere di stanza in Corsica durante il secondo conflitto mondiale – ma è anche gradevolissimo e labirintico gioco letterario in cui la narrazione e la parola divengono metafore concrete per descrivere le menti allo sbando della carne da cannone. Da questo romanzo sono stati tratti l’omonimo film di Mike Nichols del 1970, nonché la miniserie diretta e interpretata da George Clooney, trasmessa in Italia da Sky.



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