Central Park

Central Park

Martedì 8 ottobre, mattino presto. La luce si fa strada attraverso le palpebre socchiuse di Alice che, piano piano, emerge dal sonno e prende consapevolezza dei rumori e dell'ambiente esterno. Fruscio di foglie, odore di terra ed umidità. Sta battendo i denti. Sta gelando, è sudata e soprattutto... si trova su di una panchina. Con un uomo accanto a sé. Legato a lei da una manetta. Uno sconosciuto. Il cuore comincia a batterle all'impazzata, la sua mente tenta velocemente di dare un senso a quella situazione terribile e paradossale, ma senza risultato. Il panico cresce, si accorge che è sporca di sangue, che ha delle cifre segnate sulla mano, un numero che non le dice nulla. Si accorge di una pistola all’interno della giacca, subito ne prende possesso, Alice è una poliziotta, le armi le sa maneggiare. Si accerta che l’uomo incatenato a lei sia vivo, lo sveglia puntandogli l’arma addosso. Ma lo sguardo stupito di Gabriel rivela che nemmeno lui ha idea del perché sia lì, incatenato ad Alice, su una panchina di Central Park, quando la notte prima si trovava a fare bisboccia con gli amici a Dublino...

Basterebbe dire che non consiglio di leggere questo libro a letto la sera, se la mattina ci si deve alzare presto. Perché è difficile abbandonarlo, si vuole andare avanti e avanti. Guillaume Musso – professione scrittore di bestseller – ci sa fare, è ovvio, ed utilizza tutti gli stratagemmi del caso per farvi rimanere incastrati nel groviglio delle avventure di Alice e Gabriel: capitoli brevi e veloci che terminano quasi sempre con rivelazioni (tutte invariabilmente da pelle d’oca) che stravolgono ogni convinzione ci si sia creata fino a quel momento; protagonisti agli antipodi l’uno dell’altro, con storie familiari toccanti; flashback che rendono più dinamica la lettura. È vero anche che la storia a tratti pare ai limiti del verosimile e che i protagonisti, soprattutto Alice, non sono granché originali, tuttavia la “sceneggiatura” è coinvolgente, non c’è nulla da fare, e l’unica cosa che importa è capire come diavolo vada a finire. Ho trovato anche molto belle ed appropriate le citazioni all’inizio dei capitoli ambientati nel presente, che spaziano da Blaise Pascal a Emily Dickinson a Stephen King.





 

 

 

 
 
 
 

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