Cercando Grace Kelly

Cercando Grace Kelly
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Estate 1955. Laura Dixon arriva a New York di venerdì, con due giorni d’anticipo sulle ragazze che, come lei, faranno un mese di praticantato per la rivista “Mademoiselle”. In poche ore al Barbizon Hotel conosce già due nuove amiche: Dolores Hickey, che sembra ingenua e invece ha un’inventiva formidabile, e Vivian Windsor, inglese d’innegabile arguzia. La sera stessa al prestigioso Stork Club, Laura conversa con Benjamin Barnes detto Box, lo scapolo più ambito della città – oltre che unico erede dei grandi magazzini Barnes & Foster. Lui fa l’arrogante e lei lo allontana con poche parole: “Dovrà perdonarmi se non mi curo troppo dell’opinione di uno che prende il nome da uno scatolone.” Box però è abituato a ottenere ciò che vuole e il giorno dopo manda alla ragazza un mazzo di rose e un biglietto: “Forse mi permetterà di mostrarle come sono davvero”. Laura è ambiziosa, vuole fare la scrittrice e ha appena incontrato un barista che sa tutto su un nuovo autore che si chiama Jack Kerouac, ma Box – bisogna ammetterlo – è affascinante. Potrebbe essere l’inizio della felicità, o forse del suo esatto opposto...

Michael Callahan è collaboratore di “Vanity Fair” e Cercando Grace Kelly, il suo romanzo d’esordio, s’ispira a un articolo scritto nel 2010 a proposito del Barbizon Hotel, una pensione-scuola di buone maniere nella quale, verso la metà del secolo scorso, soggiornarono tra le tante anche Joan Crawford, Grace Kelly e Sylvia Plath. Quest’ultima, oltre a esser stata ospite della struttura, fece pure la stessa esperienza di Laura per “Mademoiselle” e lo raccontò sia ne La campana di vetro che nei Diari. Cercando Grace Kelly, però, ha toni molto più lievi delle opere di Plath: tra le mura del Barbizon, Laura, Vivian e Dolores incontrano soprattutto l’amore e, come nelle più tipiche commedie, s’imbattono in equivoci e imprevisti che fanno sorridere. Il terzetto – una è bionda, l’altra mora e l’ultima rossa, come da copione– sembra uscito fuori da una pellicola anni Cinquanta che in più ha un pizzico d’ironia dei giorni nostri, ma sparso con cura su situazioni costruite a tavolino. I diritti di Cercando Grace Kelly sono già stati venduti alla casa di produzione Endemol per farne una serie televisiva.



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