Cercando Lindiwe

Cercando Lindiwe
Lindiwe è Ruth. E Ruth è Lindiwe. Lindiwe è sempre stata, Ruth è nata il 23 novembre 1960, giorno in cui Lindiwe ha scelto l'esilio, ma sono parte di una stessa persona. Questa persona è una vittima dell'apartheid che è scappata dal Sudafrica in cerca di una libertà che nel proprio Paese le è stata negata. Ma ci si può considerare davvero liberi quando si deve nascondere la propria vera identità e vivere nella menzogna? Per trentatré anni questa ed altre domande fanno riemergere quella parte di sé che era stata affossata, ma non ha mai voluto tacere per sempre e che rinasce dalle ceneri il 27 aprile 1994, quando viene annunciata la fine dell'apartheid. È questo il momento in cui Ruth deve fare i conti con l'oblio di se stessa, con Lindiwe, e decide di tornare, di far tornare se stessa. Il ritorno in Sudafrica è un ritorno alle origini e l'unico bagaglio degno di essere portato con sé sono le speranze e le aspettative in un Paese che riacquista la sua dignità…
“Apartheid” in lingua afrikaans letteralmente vuol dire "separazione". La separazione che ci racconta questo testo non è solo la tristemente nota segregazione razziale che ha vissuto il Sudafrica, ma anche quella di una donna divisa dalla vera se stessa. “Ruth o Lindiwe?” è il dilemma che porta la protagonista a interrogarsi sulle sue scelte: scappando in un altro Paese ha davvero trovato la libertà? Lindiwe ci spiega, attraverso un viaggio nella propria coscienza storica, cos'è la libertà e se davvero possiamo ritenere tale una concezione che a volte è sola utopia. Ogni frase all'interno del libro è espressione diretta della mente della protagonista tanto da far sembrare quello di Valentina Acava Mmaka un romanzo introspettivo, ma che non ha nulla a che fare con viaggi immaginari, piuttosto ci narra con toccante realismo la vicenda dell'apartheid da mille sfaccettature. E questo è un bene, perché quella del Sudafrica è una storia alle volte trattata con troppa superficialità ed è la stessa autrice a ricordarcelo nell'introduzione del libro, denunciando con delicatezza e decisione la disinformazione imperante.

 

 

 
 
 
 
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