Cerchi nel tempo

Cerchi nel tempo

Filippo ha già capito tutto nello stesso istante in cui Michela gli sta dando la notizia che passerà alcuni giorni fuori con il suo responsabile per una fiera in Germania. Potrebbe sembrare un viaggio di lavoro. Ma Filippo ha già intuito che tra i due c’è molto più che una collaborazione lavorativa: sta per essere tradito e la sua storia d’amore sta volgendo velocemente al termine. Nonostante gli sforzi, nonostante gli amici, Filippo si sente fuori dal mondo, inadatto alla società, gli restano solo la sua passione per la musica e la sua amica e confidente Giulia. Negli anni Sessanta Adriano è uno dei truffatori più noti: nulla è impossibile per lui e per il suo gruppo fidato di rapinatori. Con dei veri e propri colpi da maestro Adriano riesce a truffare chiunque in qualunque momento. L’unica cosa da tenere a mente è non innamorarsi mai, non perdere mai la propria diffidenza per il genere umano per non passare immediatamente dalla parte dei truffati. In un futuro non specificato un consulente si trova coinvolto, suo malgrado, in un enorme intrigo lavorativo tramite cui riuscirà a capire la sua vera identità, celata fino a quel momento…

Cerchi nel tempo è il terzo romanzo di Davide De Lucca classe 1982. L’autore riesce ad intrecciare tre storie in una sorta di “round robin”: presente, passato e futuro si permeano creano uno spazio atemporale in cui al centro c’è solo l’essere umano e le proprie capacità decisionali. La storia di Filippo, quella del presente, e quella di Adriano, nel passato, sono – a mio avviso – le più riuscite. La narrazione del futuro prossimo infatti mostra un po’ di lacune, come se la storia non riuscisse completamente ad amalgamarsi con le altre, come se il meccanismo creato non fosse perfettamente oliato e si inceppasse: questo futuro non fluisce come il presente e il passato. Ma il romanzo, nella sua interezza, è scritto con uno stile piacevole, fresco, immediato, paratattico. Si lascia leggere con estremo piacere coinvolgendo il lettore. L’idea di fondo è molto interessante (e anche già abbastanza utilizzata): passato, presente e futuro sono sempre intrecciati indissolubilmente. Una prova riuscita quella di De Lucca, voce interessante nel panorama editoriale italiano.



 

 

 

 
 
 
 

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