Charlotte - La morte e la fanciulla

Charlotte - La morte e la fanciulla

Charlotte ha diciotto anni e la determinazione di chi sa già di non riuscire a vivere oltre; una valigia piena dei suoi vestiti preferiti, le lettere-prova che ha redatto prima della definitiva con la quale ha preso congedo dai familiari, l’ultima scarica d’adrenalina scegliendo il posto più ventoso per un’arrampicata prima di buttarsi giù dal ponte, giù nel fiume che se ne lava le mani della sua morte, rigettando il corpo gracile immediatamente sulle rive. Ma non è che la zia della nostra Charlotte, la protagonista. Charlotte Kann è una bambina ignara dell’ombra che vela la storia della sua casa, della sua famiglia del suo stesso nome. Gioca con l’idea della morte, che la madre Franziska le ha insegnato a considerare amica. La ninna nanna suona gli accordi di La morte e la fanciulla di Schubert, sulle cui note il sonno diventa premonizione di un'altra importante dipartita. Di dolore in dolore sboccia però il germoglio dell’arte. Che rimane, oltre la bambina, la donna e la storia…

C’è un tocco tremendamente personale nella scrittura, ricerca di quotidiano psichico più che aneddotico, della narrazione di Bruno Pedretti, che dipinge, come lei stessa ha fatto con il pennello, la vita di Charlotte Salomon, ebrea berlinese, pittrice - e non solo - con la placata tragicità che non eccede nel melenso e nell’autocommiserazione. «Non era serena ma sentì di essersi sgravata. Non era in suo potere rendere la vita ai morti, imporre la giustizia alla storia, risolvere in un lieto fine il dramma. In suo potere era la facoltà di far sbocciare il fiore finale, estremo e tragico, in un prato aggredito da rovi e infestato da sciami di devastanti locuste». È con la scoperta e applicazione del balsamo dell’Arte che si chiude per lo scrittore il fluire di una esistenza innegabilmente non solo segnata dalla morte, ma per la quale la morte sembra aver architettato un meticoloso piano di distruzione anestetica, piccole dosi di morte somministrate con cadenza quasi musicale. Romanzo non alla prima stesura, che risale al 1998, Charlotte La morte e la fanciulla romanza la biografia dell’artista morta ad Auschwitz, provando sommessamente a tracciarne una protobiografia emozionale, volontà palesata dalla scelta dell’autore di riprendere non i nomi reali, ma quelli che Charlotte stessa utilizzò per raccontare di lei in Vita? O Teatro?, la sua opera totale.



 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER