Che fine ha fatto Mr Y.

Che fine ha fatto Mr Y.

Ariel Manto è una giovane studentessa di Letteratura inglese e Filosofia solitaria e dimessa, che predilige gli uomini dai 40 in su e ha una relazione esclusivamente sessuale con un tipo sposato. Si guadagna da vivere scrivendo un articolo al mese - di solito su argomenti a metà tra lo scientifico e il letterario - per una rivista: giusto quanto basta per pagare l'affitto di una casa senza riscaldamento, mangiare, comprare sigarette e qualche libro. A proposito di libri: Ariel ha una vera e propria passione per un oscuro autore ottocentesco, Thomas E. Lumas. Lumas in realtà è più conosciuto per le sue bizzarrie (una volta ha dato un pugno a Darwin, era un appassionato del paranormale, era un acceso polemista) che non per i suoi scritti, tra i quali comunque si segnala un libro dalla reputazione sinistra, un libro che si dice maledetto intitolato Che fine ha fatto Mr Y. del quale esiste (pare) solo una copia conservata in un caveau in Germania. Durante una conferenza su Lumas a Greenwich, Ariel ha incontrato mesi fa il professor Burlem, che l'ha convinta a preparare una tesi con lui. Una settimana dopo l'esame di ammissione, Burlem però è scomparso dall'università, lasciando una Ariel sempre più costernata al lavoro sulla sua tesi nella stanza deserta. Quando una mattina un edificio dell'università subisce uno strano crollo e tuti gli studenti, gli impiegati e i docenti vengono rimandati a casa, Ariel decide di fare un salto in una piccola libreria dell'usato che ha notato nei paraggi, e come sempre fa domanda se hanno libri di Thomas E. Lumas. Con suo enorme stupore, la commessa annuisce e tira fuori da un polveroso scatolone una copia di Che fine ha fatto Mr Y., e per giunta a poco prezzo. Poco dopo, guardando il libro maledetto poggiato sul tavolo della sua casa spoglia - ancora incredula per la fortuna che le è capitata - Ariel deve decidere se leggerlo o no. Sì, certo, a qualsiasi costo. Il libro racconta la storia di un certo Mr Y., che assiste a uno spettacolo di apparizione di fantasmi che lo incuriosisce in un circo di periferia e cerca di scoprire il trucco che c'è dietro. Così si imbatte in un bizzarro medico che gli fa provare una pozione dagli incredibili poteri, capace di proiettare chi la beve in una strana dimensione che Mr Y. chiama Troposfera, nella quale le regole della Fisica sembrano avere un significato diverso, si può entrare nella mente degli altri e vivono strane creature...
Un incrocio tra Matrix, Essere John Malkovich e la fantascienza vittoriana di Herbert George Wells (con un pizzico di Edgar Allan Poe) scritto in stile postmoderno e con una protagonista che sembra presa di peso da un libro di Raymond Carver: ecco più o meno l'identikit di questo cerebrale ma emozionante romanzo di Scarlett Thomas, notevole per più di un motivo. Dialoghi brillanti e pieni zeppi di citazioni filosofiche e scientifiche (qui si va da Derrida all'omeopatia, da Heidegger a Schroedinger, dalla parapsicologia alla chimica) non sono una novità, soprattutto per chi bazzica la narrativa fantastica di alto livello, ma inseriti in un contesto così - apparentemente - quotidiano, in un'esistenza fatta di sigarette fumate col vicino di casa facendo due chiacchiere, di frigorifero vuoto, di calcoli precisissimi per arrivare alla fine del mese, di fugaci incontri sessuali in questo o quell'alberghetto, hanno un effetto straniante che ne accresce esponenzialmente il fascino. Aggiungiamo l'espediente narrativo sempre suggestivo del 'romanzo nel romanzo' (Ariel legge il maledetto Che fine ha fatto Mr Y. mentre noi leggiamo il nostro Che fine ha fatto Mr Y., che contiene anche il suo), un personaggio intrigante come Thomas E. Lumas, alcune buffe creature come degli inquietanti demoni-bambini e un Dio Topo che lascia biglietti da visita di nome Apollo Smintheus, e avremo qualcosa di dannatamente originale, che sarebbe un vero peccato lasciarsi sfuggire.

 

 

 

 
 
 
 
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