Che Guevara e i suoi compagni

Tra novembre 1966 e ottobre 1967 ha luogo in Bolivia un’azione rivoluzionaria guidata dal comandante dell’esercito cubano Ernesto Che Guevara. Un manipolo di guerriglieri agli ordini del Che cerca di far scoccare la scintilla che scateni un’insurrezione armata contro il regime militare di René Barrientos Ortuño, appoggiato dalla CIA. Il mancato appoggio fornito all’operazione del Che da parte del Partito Comunista Boliviano, le difficoltà del reclutamento e le defezioni indeboliscono il nucleo paramilitare, che viene accerchiato dall’esercito boliviano in una zona montagnosa. Catturato e ferito, Guevara viene assassinato nella scuola di La Higuera. A quarant’anni di distanza da quegli avvenimenti, una troupe italo-argentina intervista a Cuba una serie di congiunti dei guerriglieri cubani caduti in Bolivia: il figlio del capitano Alberto Fernández Montes de Oca, il figlio e la vedova di René Martìnez Tamayo, il figlio di José Marìa Martínez Tamayo, il figlio di Jesús Suárez Gayol, il figlio di Moisés Guevara Rodríguez, il figlio di Antonio Sánchez Díaz, il nipote di Gustavo Machín Hoed de Beche, il figlio di Manuel Hernández Osorio, i figli di Octavio de la Concepción de la Pedraja. Ma soprattutto raccoglie le testimonianze di due tra i pochi sopravvissuti, Leonardo Tamayo Núñez e Harry Villegas Tamayo, e di personaggi influenti della storia rivoluzionaria cubana come Dámaso José Lescaille Tabares, istruttore e compagno della mitica guerrigliera Tania, Orlando Borrego Díaz, stretto collaboratore di Che Guevara. Alle parole degli intervistati si alternano lettere dei caduti, fotografie, ricordi…

Il libro nasce dalla costola di un documentario intitolato El hombre nuevo en el siglo XXI, ideato dall’argentino Favio Giorgio e dall’italiano Walter-Uliano Pistelli per indagare sull’eredità del progetto rivoluzionario di Ernesto Che Guevara a distanza di tanto tempo dalla tragica avventura boliviana. Enrica Matricoti era al seguito della troupe partita per Cuba come fotografa di scena e assistente di produzione: il programma era “di intervistare i familiari dei combattenti caduti in Bolivia insieme a Che Guevara nel tentativo di contrastare per via insurrezionale la dittatura militare di quel Paese”. Come sempre accade, solo una piccola parte del materiale girato e delle testimonianze raccolte è finita effettivamente nel documentario, così pian piano ha preso corpo l’idea di trarre dall’esperienza un libro: “La possibilità che ci è stata data di visionare e pubblicare stralci delle lettere indirizzate dai guerriglieri alle famiglie così come documenti originali (…) oltre alle tante fotografie di famiglia che ci sono state messe generosamente a diposizione mi hanno spinta ad organizzare tutto questo prezioso materiale all’interno di un unico volume”, spiega la curatrice nella prefazione. Ci son voluti anni di lavoro, ma il risultato è davvero un documento di altissimo livello – malgrado qualche slancio agiografico di troppo – anche dal punto di vista grafico oltre che storico: ricchissimo di foto a colori, con schede biografiche di ogni membro della spedizione in Bolivia, utilissime schede storiche e una vasta bibliografia. Un must.



 

 

 

 
 
 
 

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