Per chi suona la campana

Per chi suona la campana
Guerra civile spagnola. 1937. Si fronteggiano le truppe anti - marxiste  dei nazionalisti falangisti del “Caudillo” Francisco Franco e quelle governative dei repubblicani. Tra queste, a Navacerrada, nei pressi di Madrid, agisce una banda di partigiani guidata da Pablo, un combattente rozzo, duro e spietato, e da Pilar, la sua amante. Un giorno la banda è raggiunta da uno straniero, un americano che si chiama Robert Jordan, un intellettuale, un docente di Spagnolo negli stati Uniti, che all’inizio della guerra civile ha lasciato il suo paese per arruolarsi nelle truppe repubblicane. Il suo è un compito difficile, delicato e rischioso: azioni di sabotaggio dietro le linee franchiste. Robert è stato incaricato dal generale Golz di far saltare un ponte su un fiume in modo tale da impedire alle truppe franchiste di portare i rifornimenti a Segovia mentre l’esercito repubblicano è impegnato ad attaccare la città. Ha solo tre giorni di tempo e organizzare l’azione non è per nulla semplice. Per questo ha bisogno dell’aiuto dei partigiani di Pablo, il quale cerca invece di ostacolarlo in tutti i modi. A complicare la situazione c’è il fatto che Robert incontra Maria, una rivoluzionaria reduce dalle torture dei falangisti, e se ne innamora. Ma il tempo a disposizione è poco e Robert ha una missione da portare a termine a tutti i costi…
Ernest Hemingway amava visceralmente la Spagna, sin dal 1922, quando compì il primo viaggio nella penisola iberica. In Spagna è ambientato Fiesta. Alla Spagna erano rivolte il cuore, la testa, le emozioni nel 1937, quando partì dagli Stati Uniti per guardare con i propri occhi le prove generali del conflitto mondiale che sarebbe esploso due anni dopo: la guerra civile spagnola. Da questo dato parte Per chi suona la campana, completato dallo scrittore di Oak Park nel 1940, quando le truppe di Hitler erano alle porte di Parigi. Un romanzo il cui il tempo della narrazione viene dilatato all’inverosimile: poco più di settantadue ore raccontate in 530 pagine, in cui, oltre ai tragici eventi bellici che segnarono in qualche modo le sorti della democrazia spagnola ed europea, Hemingway pone l’accento sulle riflessioni dei personaggi, sulle loro paure, le loro consapevolezze, stravolgendo completamente i rapporti cronotopici. Attraverso il suo inconfondibile stile frammentato, quotidiano, privo di ogni velleità descrittiva a favore del dialogo mimetico, lo scrittore affronta il doppio binario del dramma universale della guerra e quello individuale del dramma sentimentale, attraverso un’esperienza di vita che diventa esemplare, perché Per chi suona la campana diventa consapevolezza del proprio dovere anche di fronte ad una sicura morte, tema che ricorre ossessivamente nelle opere di Hemingway. E alla fine Robert Jordan porterà a termine il suo incarico e quel ponte diventerà emblema di libertà e di speranza di un intero popolo. Ma permane il tono elegiaco che ha portato Ernest Hemingway all’insano gesto del 1961, perché la sconfitta è sempre dietro l’angolo e, come recitano le parole della canzone dei Metallica For whom the bell tolls, "per chi suona la campana il tempo incombe".

 

 

 
 
 
 
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