Chiedimi chi era Gaber

Chiedimi chi era Gaber

Dopo un espatrio in Svizzera per il lavoro del padre, tornare a Milano poco più che adolescente è per Ombretta Colli (nome d’arte di Ombretta Comelli) un cambiamento denso di promesse e speranze. Riceve come regalo di bentornata da un amico un 45 giri: è Ciao ti dirò, cantata da un tale Giorgio Gaber. Lei è tornata con un obiettivo ben preciso, fare l’attrice o la cantante, comunque entrare nel mondo dello spettacolo. Bella brava e determinata, debutterà a teatro di lì a poco, nel 1960, ancora minorenne. Nel suo ingresso in quel mondo si inserisce per una serie di coincidenze – ma esistono le coincidenze – questo giovane cantante, ormai noto ma assolutamente distante dall’ambiente. Nel ’61 Ombretta, ormai modella e attrice che sta emergendo con prepotenza, viene chiamata a sostituire una modella per la copertina di un disco, è la terza volta che la sua strada si incrocia con quella di Gaber, il disco è Benzina e cerini. L’incontro decisivo però avviene qualche tempo dopo, ad una festa del bel mondo romano, dove Ombretta si muove con disinvoltura e vede il cantante restare un po’ in disparte, ombroso e schivo, fermo in un angolo del terrazzo a fumare da solo. Ombretta si avvicina a salutarlo, senza che lui la riconosca. Dopo avergli ricordato chi è, cominciano a chiacchierare fino a tardi, quando si lasciano - senza scambiarsi i numeri di telefono. Così, per capire chi era Gaber, si può cominciare dal fatto che quella notte stessa, tornato in albergo, prende l’elenco telefonico e comincia a chiamare tutti gli hotel, uno dopo l’altro, finché la trova e se la fa passare, alle tre del mattino, alla sessantasettesima telefonata. Un po’ impacciato e sfacciato come solo i timidi sanno essere, le dice che non ha fatto in tempo a darle il bacio della buonanotte come avrebbe voluto. Si ritrovano a Milano appena possibile a entrambi, con l’invito a cena divenuto ormai leggendario, in cui al momento del conto, lui era senza portafoglio...

Forse sarebbe stato più corretto intitolare questa biografia Chiedimi chi eravamo io e Gaber, perché la storia di Giorgio e Ombretta, durata quarant’anni durante i quali hanno diviso tutto, è difficile da raccontare tenendone fuori lei. Ombretta Colli e Paolo Dal Bon (storico collaboratore e più volte definito da Gaber un altro figlio) lo hanno fatto mediando l’aneddotica quotidiana con il racconto di come la carriera di Gaber sia stata meditata in ogni suo passo. Una meditazione dovuta al suo essere una persona estremamente complessa. Rigoroso con se stesso, pignolo fino all’esasperazione, era continuamente e contemporaneamente preso dall’entusiasmo per nuovi progetti. Non ci sono grandi notizie inedite in questa biografia, d’altra parte a diciassette anni dalla sua morte chiunque ha raccontato di Gaber, ma c’è un punto di vista che mancava, quello di chi appunto con lui ha condiviso una vita. Che fosse un filosofo, nonostante il diploma di ragioneria e gli studi di economia, è cosa che chiunque lo abbia ascoltato ha potuto constatare, ma la Colli ci porta dentro casa e dietro le quinte, dove solo gli amici (che sono diventati “famiglia”) hanno avuto modo di entrare, ma soprattutto nei pensieri che animavano l’uomo e l’artista. Ci racconta il Gaber prima figlio e fratello poi padre e genero, un uomo che tanti - forse per quel viso un po’ asimmetrico - hanno considerato malinconico, che invece soprattutto fuori dal palcoscenico era divertente e scanzonato, sempre pronto ad esserci, curioso di tutto e tutti, attento ad ogni cambiamento e ad ogni persona con cui avesse a che fare. Un ritratto nitido, scevro dall’ammirazione (inevitabile) di chi lo considerava un maestro, fatto da chi ha condiviso ogni suo passo, ogni sua gioia e ogni sua delusione. Un libro per chi ancora ne sente la mancanza e per chi, anche grazie al lavoro della Fondazione – di cui Dal Bon è presidente – che con il nipote Lorenzo lo porta anche nelle scuole, sta cominciando adesso a chiedersi chi era mai questo Gaber.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER