Ci proteggerà la neve

Ci proteggerà la neve
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1945, Prussia Orientale. Joana, infermiera lituana, sta scappando dal suo senso di colpa e, insieme ad altri disperati come lei, cerca di raggiungere la costa per poter trovare spazio su una delle navi che porteranno i profughi al riparo dai soldati russi che premono da est. Florian, esperto in riproduzioni d’arte, scappa dal suo destino, o forse gli sta andando incontro, deciso a vendicarsi di chi ha sfruttato le sue doti per rubare il patrimonio artistico dell’intera Europa. Emilia, giovanissima polacca, sta scappando dalla vergogna e, per non pensare a quello che le è capitato si è inventata una storia da raccontare, anche a se stessa. Alfred, tedesco nativo di Heidelberg, scappa dalla paura, fingendo di essere un marinaio coraggioso e un giovane hitleriano impavido sempre pronto all’azione. Joan, Florian ed Emilia molto presto diventano compagni di viaggio, uniti dalla speranza di sfuggire ai russi. Sempre cercando di celare i loro segreti, si imbattono in Alfred – di stanza sul transatlantico “Wilhelm Gustloff” – che, convinto di fare cosa gradita al Führer li fa imbarcare. Il colosso da crociera è pronto per portare in salvo circa diecimila persone, sebbene sia stata costruita per alloggiarne un decimo e le scialuppe di salvataggio siano una decina…

Il nuovo libro di Ruta Sepetys è tutto narrato in prima persona: i protagonisti sono quattro, così come i punti di vista che incontriamo nella lettura. La Storia dimenticata è la quinta protagonista del libro, l’autrice ci porta per mano attraverso una pagina dimenticata della Seconda guerra mondiale, scopriamo così la fuga verso il mare di polacchi, prussiani e lituani alla ricerca della salvezza dall’esercito sovietico. La “Wilhelm Gustloff” infatti è realmente esistita: venne affondata il 30 gennaio del 1945 da tre siluri sovietici, e ora giace al largo delle coste della Polonia. Morirono circa novemila persone. Un aneddoto interessante di cui ci fa partecipi l’autrice è che anche la cugina del padre avrebbe dovuto imbarcarsi sulla “Wilhelm Gustloff”, ma per un colpo di fortuna salpò su un’altra nave. Dopo Avevano spento anche la luna Ruta Sepetys, nata a Detroit da rifugiati lituani, torna con un romanzo che svela un episodio poco conosciuto della contemporaneità.



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