Cibo

Cibo
Annualmente quasi il trenta per cento del cibo acquistato negli Stati Uniti viene buttato nella spazzatura, non consumato. Un africano su tre è malnutrito, di loro molti muoiono di inedia. Più di dieci milioni di bambini all'anno perdono la vita a causa della mancanza di cibo. Nel contempo, sempre negli Usa, gli abitanti consumano il triplo della quantità ritenuta necessari di zuccheri ogni giorno. Numeri, elaborazioni, percentuali, un solo significato. L’alimentazione non conosce equità e nemmeno salute. Non si tratta di Stati Uniti contro il resto del mondo, allo stato attuale una guerra impossibile vista l'ascesa della Cina e di altre nazioni precedentemente low-profile. Tuttavia i dati, estratti da varie fonti, vanno a comporre un quadro di consumo alimentare e di trattamento degli alimenti allarmante, oltre che, retoricamente, assolutamente ed evidentemente ingiusto, che riguarda  tutta la variegata eppure così omogeneizzata comunità mondiale. Decine di fotografie non sensazionalistiche e didascalie efficaci con il fine di educare. Ecco allora in sintesi l’encomiabile contenuto di questo volume quantomeno “appetitoso”, oserei chiosare...
Il cibo, come l'ossigeno, è necessario al nostro sostentamento, è elemento imprescindibile e vitale. Ma incuranti, noi inquiniamo il più possibile con grave disagio dell'equilibrio ambientale e mangiamo male, malissimo, in più sprecando. Ciò vale ovviamente il mondo industrializzato, perché quello sottosviluppato (brutto temine) invece al massimo subisce solo le conseguenze di questi scriteriati comportamenti. Ignoriamo (o ci viene fatto ignorare) quanto male possono fare alcuni alimenti di largo consumo ed evitiamo con cura di informarci sulle qualità organolettiche di semplici vegetali. Da una parte dunque rispettare l’ambiente, conoscere le innate e incredibili risorse della Natura per ottimizzare ed implementare la qualità della alimentazione. Dall’altra concentrarsi ed evitare gli sprechi che talvolta assumono dimensioni francamente irritanti. Basti pensare a quanti avanzi di pasti finiscono nella spazzatura, dopo aver speso fiori di soldi. Tutto cibo che sfamerebbe affamati e che invece al massimo finisce in mangimi per batterie di animali destinati al macello per produrre nuovi sprechi. Sensibilizzare l’opinione pubblica appare però l’unica arma possibile per far realizzare gli enormi squilibri e gli efferati, silenziosi crimini contro la Natura, perché la politica, come spesso capita, in questo caso più che impotente appare collusa e sostanzialmente sorda a qualunque tipo di appello. Ma arrivare a grandi masse, per carpire l’attenzione di più persone di ogni età, convinzione politica, ceto sociale non serve il solito tomo edulcorato o professorale oppure politicizzato ed aggressivo. Serve magari un’operazione come quella messa in opera dal pluripremiato Craig Holden Feinberg, designer di professione, molto sensibile a coniugare la sua arte con l’impegno etico e  Dale Petersen, studiosa di economia che però con l’esperienza personale ed autodidatta ha sviluppato competenza e passione sull’argomento cibo. 

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER