Cinestoria del Giappone

I due dei (in giapponese kami) Izanagi e Izanami sono incaricati di far nascere il Paese: armati di una lancia magica si recano verso il ponte che collega il cielo con la terra e iniziano a mescolare l’acqua. Le gocce che cadono formano l’isola di Onogoro. I due si stabiliscono lì e si innamorano. Costruiscono una magnifica colonna. Passandoci intorno da lati opposti finalmente possono congiungersi. La prima creazione però va a vuoto perché la donna, Izanami, parla per prima: ha dunque contraddetto il protocollo. A tutto però c’è un rimedio, e quindi finalmente le isole dell’arcipelago giapponese possono avere origine. Fatta la terra, però, bisogna dare alla luce i suoi abitanti, e Izanagi e Izanami si danno notevolmente da fare, finché non viene alla luce Kagutsuchi, il dio del fuoco, che però venendo alla luce brucia i genitali della madre e la ferisce a morte. Izanagi, comprensibilmente accecato dall’ira, lo uccide, e poi, come Orfeo, si avventura nello Yomi, l’aldilà shintoista, per recuperare l’amatissima sposa…

Il Giappone è l’unico impero ancora esistente sulla faccia della Terra, anche se il suo capo non è un monarca assoluto (di quel genere è rimasto solo il Papa, che non si sa mai nemmeno da chi venga votato, perché le schede elettorali vengono bruciate per dare il la alla più attesa delle fumate bianche): la sua storia è lunga e particolare, e per noi occidentali certamente meno nota di altre. Ogni popolo del resto focalizza i suoi libri di storia, e persino il planisfero geografico, mettendo il proprio continente e le proprie vicende al centro, con le conseguenze che sappiamo e che sono viepiù evidenti, in primo luogo i pregiudizi che connotano le reciproche aspettative: va detto che inoltre il Giappone, così come per altri versi la Cina, hanno per moltissimo tempo praticato un deciso isolamento nei confronti del resto del mondo e delle altre etnie. Per sapere dunque qualcosa di più, prendendo naturalmente il tutto, come si suol dire, con beneficio d’inventario, visto che stiamo sempre in gran parte parlando di opere che non sono documentari, ma che romanzano elementi storici che comunque portano al livello della coscienza e della conoscenza del pubblico, la settima arte ci può venire in soccorso, un po’ come il racconto mitologico o la tragedia dei tempi antichi: d’altronde sempre di fabula parliamo, in fondo. Giuliano Tani scrive una vera e propria rigorosa, chiara, appassionata, appassionante, dettagliatissima (anche dal punto di vista delle immagini) enciclopedia, organizzata in capitoli che percorrono la storia del Giappone in ordine cronologico dagli albori della civiltà nipponica (il sottotitolo parla chiaro: Il Sol Levante attraverso i suoi film), nata miticamente per mano delle divinità Izanagi e Izanami, fino ai giorni nostri: il patrimonio filmico giapponese è ricchissimo, e da quando i fratelli Lumière alla fine del diciannovesimo secolo hanno inventato il cinematografo il patrimonio storico, riferimento culturale e identitario, è stato declinato in molti modi.

 


 

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