Cinquanta sfumature di grigio

Cinquanta sfumature di grigio
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A pochi giorni dalla laurea, Anastasia si mette in macchina per andare a intervistare il giovane imprenditore Christian Grey, noto benefattore. Preferirebbe restare a casa a finire la tesi, ma deve improvvisarsi giornalista per fare un favore a Kate, la coinquilina bloccata a letto con l'influenza. L'onere si rivela più interessante del previsto: complici un paio di intriganti occhi grigi, Grey è decisamente bello, i suoi modi bruschi e le risposte evasive alle domande preparate in anticipo da Kate lo rendono un mistero vivente. L'attrazione sessuale tra i due sembra quasi tangibile e si smorzerà solo grazie all'impudenza di un "Sei gay?" scappato a tradimento dal foglio delle domande. Rientrata al college, la laureanda si convince che non lo vedrà mai più, ma non riesce a smettere di pensarlo, anche perché non aveva mai provato un interesse simile per un uomo. Ritrovarselo davanti nella ferramenta dove lavora è una sorpresa quasi inspiegabile, a meno che lui non contraccambi l'interesse e sia molto abile nel rintracciare le persone. I due iniziano a frequentarsi, ma la relazione che Christian vuole impostare è ben diversa dai canoni comuni. Per accontentarlo, infatti, serviranno un contratto, disciplina, cura del corpo e una fantasia degna del marchese De Sade…

L'ispirazione arrivò leggendo Twilight, e a questa premessa molti tireranno il libro contro al muro. Altri invece saranno curiosi di capire come ha fatto l'autrice, E. L. James, a battere negli incassi il vampiro sfavillante (Edward Cullen, protagonista della riduzione cinematografica di Twilight e idolo delle ragazzine) grazie a questo romanzo, primo capitolo di una trilogia che include anche sfumature nere e rosse. Inglese, la James è la casalinga più famosa dell'estate 2012. Ha deciso di piantare il lavoro e scrivere una storia d'amore, inventandosi una protagonista dalla spina dorsale troppo sottile e una controparte maschile rigida e prevedibile. Due vite che s'incrociano per caso. Fin qui tutto bene, ma l'intreccio manca di credibilità. Ana, come si fa chiamare, ha 21 anni ed è vergine, ma non le pesa. Non perde occasione per ribadire sta bene così, poi non si fa scappare la chance di passare di colpo da immacolata ad esploratrice del sesso estremo. Grey ha un passato di dolore e povertà alle spalle, per questo si preoccupa che lei vuoti sempre il piatto. Dapprima Ana è sconvolta da quella che le pare una strana ossessione per il cibo – una settimana in Italia l'abituerebbe a premure del genere - poi arriva la spiegazione strappalacrime: il suo amato non solo è orfano, ma ha vissuto un'infanzia di privazioni, prima che la ricca famiglia Grey lo adottasse, all'età di quattro anni. Ovvio che adesso voglia sfamare tutto il mondo, avendo lui stesso sofferto la fame quando era un intrepido neonato. Cara signora James, non potevi dire che l'hanno adottato a sette anni? Sarebbe stato più plausibile. A parte una robusta dose di patetismo, c'è il sesso. E il bondage. Tutti tranquilli? Messi via i bambini? Bravi. Questo non è il primo pseudo-porno del millennio, ma a giudicare dalla sete con cui il mondo lo ha accolto, pare che ce ne fosse un gran bisogno. Due parole: non coinvolge. Grey non possiede la carica erotica del trasandato e nemmeno il carisma dell'uomo distinto. Metallico e distante, la sua unica arma sono i regali costosi. Per finire, ogni possibile simpatia è stroncata da un senso dell'umorismo da far ammutolire anche la più briosa delle compagnie. Questo pezzo di ghiaccio ha comunque dei sentimenti, tant'è che con Ana non farà solo sesso violento, ma anche l'amore, in pochi casi eccezionali. Del resto, il contratto parla chiaro: lei non può toccarlo senza essere autorizzata e deve dormire separata da lui. Un'idea sfiziosa, quella della James, che si diverte a lasciare Ana preda di seri dubbi: firmare e vivere da sottomessa mantenuta o restare libera ma perdere Christian? Lascia perplessi la mancanza di spessore dei personaggi, che non si prendono il loro spazio nonostante di pagine ne abbiano più che a sufficienza. Vero è che la stessa Ana fatica ad andare a fondo nel carattere di Grey, ma vorremmo comunque saperne di più su di lui. Ana, dal canto suo, è pensata per essere divertente e autoironica, ma non fa ridere. Critiche a parte, il libro scorre, ma non lascia niente. Un programma d'intrattenimento. Ogni estate un noto marchio di gelati s'inventa nuove versioni del suo prodotto di punta. Quest'anno abbiamo anche la variante cartacea. Gusto topo, liquirizia e fragola.



 

 

 

 
 
 
 

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