Cleofonte deve morire

Cleofonte deve morire

Gli anni della guerra del Peloponneso, combattuta tra Atene e Sparta dal 431 al 405 a.C, costituiscono di fatto il trentennio più drammatico della storia di Atene. L’evento che segna la lacerazione definitiva del tessuto sociale della Polis e l’inarrestabile disfacimento dell’Impero. Quando le sorti del conflitto appaiono compromesse, la tensione in città diviene estremamente tesa. La fazione democratica capitanata da Cleofonte, astro nascente della vita politica dopo la morte di Cleonte in combattimento, tenta disperatamente di salvare le sorti della città e della Costituzione, mentre il fronte oligarchico attende il tracollo per tornare al potere. Apparentemente la situazione in atto sembrerebbe chiara, ma in verità la composizione del quadro sociale è assai più variegata di quanto possa sembrare. Chi sono coloro che bramano la sconfitta per rovesciare il regime democratico? E in nome e per conto di chi governano e combattono gli esponenti dell’opposto versante politico, visto che allora il popolo non era una compagine socialmente omogenea e ideologicamente compatta? È attraverso il prisma del commediografo Aristofane che veniamo a capo della situazione. Perché alle assemblee popolari sono ammessi solo in pochi, mentre a teatro possono recarsi tutti. E la commedia, che punta dritto al cuore delle persone e che mette in scena la realtà ci dice molto più di quanto gli storici non siano riusciti a ricostruire…

Nel presente nuovo libro di Luciano Canfora la gradevolezza della sua vena narrativa corre a briglie sciolte su e giù lungo la storia senza mai esondare oltre gli argini di una rigorosa ricostruzione dei fatti. Come sempre egli conduce il lettore tra i fantasmi di un passato che egli ha più volte indagato, portando ogni volta in luce aspetti capaci di rinvigorire il dibattito storiografico e la passione dei cultori dell’età classica. Facendo leva su di una vasta e approfondita conoscenza della materia, la sua scrittura modella in modo sobrio e superbo il contesto storico e sociale ateniese dell’epoca con la vicenda politica e teatrale di Aristofane. Le pagine del libro risultano tanto fitte di figure e di eventi, di rimandi a interventi critici e testi storici, di un ricco apparato di note e di suggerimenti bibliografici da far segnare al testo un punto critico di altissimo valore. Attraverso la loro lettura ripercorriamo, nell’alternarsi dello scontro politico, da un lato le incongruenza e la fine di modello democratico che rese memorabile la Polis, dall’altra il piacere della sfida che la vicenda storica dei temi di volta in volta evocati pongono all’intelligenza critica del lettore. Su tutti, l’eterno dilemma tra potere e libertà, quello tra democrazia e consenso.



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