Cocci di bottiglia

Cocci di bottiglia
L’isola è spesso battuta dal vento: gli alberi si strappano, denudano, piegano al passare delle tremende folate di mare, e gli infissi delle case vanno legati con lo spago. Anche quando la casa si lascia per molto, molto tempo: il protagonista dell’ultimo racconto di questa raccolta ritorna dopo tanti anni all’isola dove la madre è vissuta (e morta) con un senso di fallimento e inconcludenza che lo scava dentro, insieme alla nostalgia per la famiglia perduta. Chiedendosi chi e che cosa l’abbiano lasciato indietro, perso in un limbo privo di scelte. E un altro uomo si trascina in giornate afose che appiccicano alla pelle: è vittima del vento di scirocco, non trova desideri o passione, rabbia o felicità. Sopravvive tra bagliori pallidi di amori forzati e riflessioni che il mare azzurro e piatto non sa raccogliere. Un vestito verde sembra invece risvegliare il desiderio di seduzione di una giovane donna, che insegue un uomo dopo avere indossato – appunto – un vestito verde molto attillato per conquistarne l’attenzione. Un uomo si slaccia le scarpe lentamente, e osserva le due donne nella stanza: non parlano tra loro, una delle due mangia qualcosa da un piatto. E gli eventi piccoli soliti apparentemente insignificanti scorrono come pellicole di film già visti...
Cocci di bottiglia è una bellissima raccolta di dodici racconti, dodici perle che si rileggono più volte, per cercare il significato nascosto di gesti e ambienti descritti con frasi sintetiche e densissime di immagini. Ciò che colpisce, di questi racconti essenziali e coinvolgenti, semplici e abilmente costruiti con l’istinto dell’artista, è il dettaglio: che si tratti di una cucina nella quale una donna lava una patata molto sporca, di una metropolitana che rimanda a immagini diverse in altri tempi, di un costume da bagno infilato per un bagno che rinfreschi la mente, Fiorenza Aste riesce a scandire tempi e parole con perfezione assoluta. Alcuni di questi racconti sono molto brevi e lasciano la sensazione che solo l’autrice sia riuscita a cogliere l’essenziale, a individuare un senso in un nulla che accade e che si sintetizza in pochi scarni eventi quotidiani. Altri racconti parlano di dramma e solitudine, e di una lontananza che non si può colmare: sono allusioni sottili, ricordi tratteggiati con delicatezza, parole di bambini cresciuti a metà a rendere il pathos di lutti mai affrontati completamente. Con la pubblicazione di Cocci di bottiglia Edizioni Creativa ha aggiunto alla collana Declinato al Femminile (diretta da Francesca Mazzucato, autrice a sua volta del primo libro della collana, Magnificat Marsigliese) un piccolo, grande gioiello. Da leggere e ricordare.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER