Codice Lumière

New York. Nel suo studio al diciannovesimo piano del grattacielo 1230 di Avenue of the Americas, l’avvocato Elisabeth Scorsese riceve la visita di un nuovo cliente: Philip Delany. L’uomo alcuni anni prima ha inventato un algoritmo per il recupero dei satelliti in disuso nello spazio, per poi venderlo alla RoboTech, un’azienda che si occupa di ingegneria aerospaziale e di robotica, e che, dopo averlo rielaborato, lo ha venduto alla NASA, alla quale Delany vuole fare causa. Mentre la città si prepara ai festeggiamenti del giorno dell’Indipendenza, in un albergo di Times Square viene trovato il cadavere di Samuel Van Gogt, un ingegnere che lavorava per la NASA e al quale lo stesso Delany era legato. A indagare sul caso c’è il detective della Squadra Omicidi di North Manhattan, da poco rientrato in servizio. Nel frattempo, a Parigi, qualcuno tenta di uccidere la scienziata americana Debbie McRoland, a capo di un progetto segreto che potrebbe cambiare il destino dell’umanità. La donna è stata salvata dall’agente segreto Cobra, e ora se ne sono perse le tracce. Intanto continuano le indagini di Makarov, mentre Elisabeth Scorsese ‒ tormentata dal fatto che la madre Caterina, un agente segreto, è di nuovo scomparsa, e suo padre James, generale maggiore dell’esercito statunitense, si è ritirato in un luogo segreto, malato e depresso ‒ scopre che dietro a tutta questa vicenda c’è un complotto di dimensioni mondiali…

Dopo Codice Scorsese e Codice Scriba, con Codice Lumière si conclude la Trilogia dei Codici, nata dallo scrittore ed editore Sergio Fanucci. Potere, complotti internazionali, società segrete, spionaggio: sono alcuni degli ingredienti di questo action-thriller serrato, costruito attraverso l’intersezione di diverse microtrame che seguono le vicende dei diversi protagonisti. A fronteggiarsi in questo plot corposo ci sono da una parte la ricerca spasmodica della verità – o meglio, delle verità ‒, dall’altra il raggiungimento del potere con qualunque mezzo. Al centro di questa contesa, Peter Makarov ed Elisabeth Scorsese, ancora una volta uniti nello sbrogliare una matassa complessa e pericolosa. La scrittura di Fanucci è veloce e, al contempo, ricca di descrizioni e scavo psicologico; i personaggi non sono raccontati solo attraverso le loro azioni ma vengono spesso scandagliati nell’animo, nelle loro pulsioni e nelle loro sofferenze (soprattutto Makarov e la Scorsese). Un romanzo corale, dunque, in cui si muovono spie, militari, scienziati, funzionari del governo, poliziotti: tutti coinvolti in una vicenda che li fagocita e li spinge a fare la scelta giusta. Non tutti ci riusciranno e qualcuno pagherà un prezzo carissimo. Una trilogia, dunque, che si conclude egregiamente, con un romanzo in cui tutte le tessere del puzzle sembrano trovare le giusta collocazione. Ma non del tutto, perché il finale resta aperto e molti interrogativi irrisolti.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER