Colazione da Tiffany

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Non penso da tempo a Holly Golightly. Eppure oggi non solo ci sto pensando, ma ho anche deciso di raccontare le sua storia. Forse vi starete chiedendo il perché, e soprattutto perché dopo tanto tempo senza pensarla io senta la necessità di narrarvi di lei. In primo luogo ci tengo a precisare che è stato Joe Bell a farmela tornare in mente. Joe è proprietario di un bar in Lexington Avenue e nemmeno lui è rimasto immune al fascino di Holly, abile tanto a calamitare uomini quanto a lasciarli come se niente fosse. Martedì scorso ricevo una telefonata dal vecchio barista e per un istante mi illudo di poter ritrovare Holly appoggiata sul bancone, e magari vederla sciogliersi in un abbraccio autentico e disinteressato. Egli però ha qualcosa di ben diverso da mostrarmi: si presenta con una strana foto in cui un uomo di colore, con un bizzarro gonnellino e un sorriso timido e fatuo, mostra una statuetta di legno, che raffigura una testa stilizzata, dai tratti grossolani, con la bocca generosa e gli occhi troppo grandi. Eppure, per quanto distante dalle sembianze reali di un essere umano, quella testa di legno era il ritratto inequivocabile di Holly. E questo è il motivo per cui sono qui a scriverne…

Truman Capote disse una volta che fra tutti i suoi personaggi Holly Golightly era senza dubbio il suo preferito e in effetti si tratta senz’altro di una delle caratterizzazioni femminili più riuscite della letteratura americana moderna. Questa ragazza effervescente e stravagante, assurta al ruolo di icona grazie a Audrey Hepburn nell’omonima trasposizione cinematografica firmata Blake Edwards, è l’autentico motore di un romanzo di difficile catalogazione, in quanto costantemente in bilico tra romanticismo, venature noir e dinamiche da autentico dramma hollywoodiano. Il narratore, ex vicino di casa di Holly, racconta la sua storia in retrospettiva, con lo stile asciutto e giornalistico che diverrà marchio di fabbrica del Capote dal “sangue freddo” che tutti conosciamo. Il ciclone Holly, lolita troppo cresciuta e ragazza troppo sprovveduta e attraente per non cacciarsi nei guai, investe un microcosmo trasversale in cui l’alto si mescola col basso, in cui la ricchezza va a braccetto con la povertà, e la criminalità con la bontà, tutto in nome di un amore ora tormentato, ora sereno, ora autentico, ora futile. Fra le pieghe di un’esistenza vissuta fino all’ultimo party si consuma però un dramma interiore che farà frantumare il cristallo prezioso e luminoso di Holly, impossibile da amare e impossibile da odiare, sfuggente come le molteplici sfaccettature di questo grande classico della letteratura del ‘900.



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