Color lucciola

Aletè è giovanissima, e porta con sé un dono che è allo stesso tempo la sua maledizione: la sua sola presenza fisica costringe chi la circondi ad evocare la verità. Davanti a lei, i dubbi si fugano, le incertezze svaniscono, chiunque cerchi di nascondere qualcosa si trova, inaspettatamente, a confessarla. Confidando in questa virtù arcana, a lei si rivolgono, disperati, i genitori di Paolo. Il ragazzo da tempo si è chiuso in se stesso, non parla con nessuno, evita ogni contatto con il mondo, sembra completamente avulso dalla realtà e sospeso, quasi a galleggiare, in una realtà parallela tutta sua. La verità è ben più complessa. Paolo sta scrivendo un libro e quando Aletè giunge dall’Irlanda a Giannutri, l’isola più meridionale dell’arcipelago toscano, tutti la accolgono con un misto di stupore e di curiosità. Tutti tranne Paolo. Sarà complesso per i due riuscire ad entrare in sintonia ma - alla fine - la storia che Paolo sta scrivendo, quella di Ruggero e di Sofia, si intreccerà perfettamente alla quotidianità di Paolo e Aletè…
Seconda opera di Chiara Gamberale, il romanzo intreccia una duplice trama: la storia di Paolo e di Aletè e la storia del romanzo che Paolo – novello Orfeo – sta scrivendo, quella tra Ruggero e Sofia. Un complesso gioco di specchi riflessi, di continui rimandi, di richiami. La Gamberale riesce a mantenere tutto in perfetto equilibrio – e si sa, quanto sia complesso, mantenere l’equilibrio – in modo semplice e naturale. La narrazione si fa avvolgente, le due storie osmoticamente vivono l’una dell’altra, si alimentano. Probabilmente l’autrice è in Color lucciola ancora non matura appieno – non fosse altro che per una questione anagrafica – rispetto agli ultimi romanzi che abbiamo letto. Ma in nuce c’è tutto quello che della Gamberale il lettore ama di più: la freschezza, l’introspezione, la semplicità nel raccontare la complessità, la capacità di non far calare l’attenzione di chi legge. Un libro che, chi ha amato “Le luci nelle case degli altri” non può non leggere e un libro che, per chi non avesse ancora letto nulla dell’autrice, è un ottimo biglietto da visita per cominciare ad avvicinarsi ai suoi lavori.

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