Colti sul Fatto

Colti sul Fatto
Cose strane accadono per il Paese. Si dice che il Presidente del Consiglio faccia di tutto, leggi, leggine, lodi e decreti, per non farsi processare. Pare che salti da un letto ad un altro senza troppi convenevoli e che, anzi, qualcuno abbia preparato per lui un saporito book fotografico dal quale scegliere avvenenti signorine à la carte. Si dice anche che certi canali televisivi ed i rispettivi telegiornali facciano in modo da cucinare le notizie per non urtare l’emotività del Presidente, sensibile, a quanto dicono, alle informazioni che lo riguardano. Si parla anche di certi giornali che commissionerebbero dossier fasulli e spiattellano in prima pagina il rischio di un attentato (altrettanto fasullo) ai danni del Presidente. E di giornalisti che farebbero di tutto pur di compiacerlo. Gente che fiancheggia il potere, la chiamano. Si sente dire anche che c’è una certa ala dell’opposizione che si dimentica di fare l’opposizione e per la quale il termine “oppositori”, appunto, pare essere troppo forte, che è meglio se li chiamano “diversamente concordi”. C’è, dietro al Presidente, una pletora di soggetti più o meno discutibili, più o meno traffichini, più o meno servizievoli. Più o meno. Il Presidente, per l’appunto, è il concentrato, la summa, il mare magnum dei vizi concupiscibili e degli escamotage giudiziari; un saltatore con l’asta dei processi; un turpe soggetto dedito alle peggiori bassezze pur di salvare se stesso da una condanna che altri, magari, starebbero già scontando. Pare. Tutto questo, pare…
A dirlo, sottolinearlo, sbandierarlo ai quattro venti è uno che la penna la usa come fosse uno stiletto ben affilato. Ce lo dice in tv, Marco Travaglio, ma ce lo propone ogni giorno anche dalle colonne de “Il fatto quotidiano”, la nuova testata giornalistica fondata nel settembre del 2009 assieme a Padellaro. Da lì, ci rende edotti, con ironia, sarcasmo e la dovuta cattiveria di una scrittura biforcuta, sulle magagne, le sconcezze istituzionali che da qualche tempo stanno saltando fuori con tanta insistenza. Colti sul fatto è una raccolta di tutti gli editoriali e gli articoli che Travaglio ha scritto nel primo anno di vita del quotidiano. Si tratta di una lunga teoria di fatti che denunciano, come da lui stesso dichiarato, una storia “di politica privatizzata, di un bombardamento di manipolazioni a tappeto e dell’afonia con cui un’intera classe  dirigente ha risposto alla cattura dello Stato e della realtà che caratterizza la seconda Repubblica”. Si legge ridendo amaramente maturando l’idea che non gli si può nemmeno rivolgere l’accusa di essere di parte. Con quei suoi fendenti a destra e sinistra, sempre molto curati e puntualmente documentati, non risparmia nessuno. Potendoselo permettere, la butta tutta sullo sberleffo e si concede anche la leziosità di storpiare i nomi (Piercasinando Furbini, Angelino Jolie, Littorio Feltri, Augusto Menzognini, per citarne alcuni e fare salvi tutti gli epiteti dedicati al Presidente) aggiungendo alla cronaca di fatti stucchevoli quel tocco di umorismo esilarante che rende meno amara la pillola di un’Italia sempre più Italietta.

Leggi l'intervista a Marco Travaglio

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