Com'è piccolo il mondo!

Com'è piccolo il mondo!
Quando Konrad Lang torna indietro a vedere cosa è successo, tutto va fuoco, guarda caso tranne la legna del camino. Lui si trova una villa maestosa, di proprietà dei Koch, magnati dell'industria globalizzata, trasformista, pluri-specializzata. Siamo a  Corfù, Grecia, su una scoscesa e rocciosa costa che selvaggia arriva al mare Brucia tutto. I giardini, le porte, le suppellettili esotiche. Il fuoco divora tutto. Lang, alcolizzato, sessantenne misantropo ma non troppo, era il guardiano, il custode, il responsabile di quello che oramai non sarà che mera cenere. Ma non  è tutto qui. Perché la storia di Lang è bizzarra e curiosa. Figlio illegittimo di una cameriera, abbandonato in un oscuro villaggio svizzero a soli sei anni, verrà adottato da Elvira Koch. Lei era oramai l'incontrastata padrona dell'azienda, dopo la morte del marito. Attualmente sopporta il figliastro Thomas e quasi coccola il nipote Urs, erede in pectore dell'immensa fortuna, nonostante la sua passione per le avventure sentimentali senza impegno altrimenti dette sveltine. A suo tempo la gran dama adottò Konrad quasi per dispetto e lo fece diventare l'ombra del figlioccio Thomas. Thomas è capriccioso, svogliato, libertino, menefreghista. Utilizzerà Konrad come un gioco, un passatempo, lo castrerà in ogni sua più ingenua aspettativa, compresa quella di suonare il pianoforte. E Lang presto si rifugerà nel bere. D’altronde se è pur vero che gode di privilegi e benefici che lo mantengono in vita, esistere sempre subendo è un peso che difficilmente può essere scampato senza annegare in qualche vizio.Quanto distante ma tanto vicino a questa curiosa famiglia, salvato anche dalla condanna di incendio, Lang verrà messo a regime. Ma non dai Koch, ma dall'amore. Un incontro fortuito finalmente lo libererà dalla schiavitù del bicchiere. Magie, incanti, fortunate svolte. Compito, dai modi quasi raffinati, talvolta goffi, di belle maniere é oramai redento Lang? Tutti vissero felici e  contenti? Affatto. Perché la vita, si sa, gioca brutti scherzi. E stavolta gioca lo scherzo peggiore, la promessa di morte. Perché Lang ha contratto un morbo inesorabile, dai risvolti quasi comici e dalla sentenza quasi assoluta: l'Alzheimer…
Ritmato, dall'ironia pungente, dallo svolgimento e dalla struttura impeccabili, Com'è piccolo il mondo! è davvero un pregevole romanzo, nonostante le tematiche affrontate, dal mondo dei vinti e reietti ai difetti delle elitarie famiglie dirigenti, fino alla descrizione di una malattia quanto nota tanto distrattamente incurabile. Martin Suter è un narratore per così dire atipico. Svizzero, nato nel 1948, ha lavorato a lungo nel campo della industria pubblicitaria, non disdegnando tuttavia attività scrittorie collaterali per la televisione ed il cinema. Questo è un romanzo uscito nel 1997, quando dunque l'autore aveva già 50 anni: l'ennesima scoperta o riscoperta messa in atto dalla brillante casa editrice Sellerio. In quarta di copertina si legge che Suter è chiaramente erede di Friedrich Dürrenmatt. Io invece credo che il sottofondo malinconico, il tono talvolta sarcasticamente ironico quasi come contrappunto, i dialoghi rapidi e secchi, le descrizioni livide, mai corpose, asciutte ma nello stesso tempo dense, possono al limite far ricordare Heinrich Böll, quello più ispirato, quello di Opinioni di un clown. Posto che ascendenze e discendenze letterarie sono sempre personali e meri parametri di orientamento.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER