Come diventai monaca

Come diventai monaca
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Sei un bambino di sei anni, uno strano bambino morbosamente sensibile che parla di sé al femminile. Hai sempre vissuto a Coronel Pringles, nell'Argentina rurale, e quando i tuoi genitori decidono di andare a vivere a Rosario non puoi fare a meno di fantasticare sulla vita in una grande città: le strade, i palazzi, la gente, ma soprattutto il gelato. Tuo padre te ne ha parlato fino allo spasimo, di questo gelato, tanto che ormai ti aspetti chissà che: invece, quando lui ti offre un bel cono alla fragola, scopri che il tanto decantato gelato fa veramente schifo. Allora tuo padre insiste, deluso dalla tua delusione, ti forza a ingurgitare quel gelato alla fragola, fino a provocarti i conati di vomito. Esasperato dal tuo ostinato rifiuto, lo assaggia e scopre che è immangiabile, guasto, marcio. Ne segue un alterco violento col gelataio, che finisce con tuo padre che con gli occhi iniettati di sangue sbatte la faccia del negoziante nella vaschetta del gelato alla fragola, fino a che l'uomo non si muove più. Tuo padre lo rinchiudono in prigione, mentre tu finisci all'ospedale in gravi condizioni: avvelenamento da cianidi alimentari, è la diagnosi. La corsia dell'ospedale di Rosario è il regno di Ana-Modena de Colon Michét, un'infermiera folle che tenta di curare i bambini con le preghiere di una mistica nana, ma tant'è: guarisci. E per te inizia la scuola, e con essa l'accidentato percorso che ti porterà a definire la tua identità sessuale e personale...
Aira è il più grande scrittore argentino e uno dei più geniali del Sudamerica, altro che storie. E dobbiamo tutti ringraziarlo, non solo perché ci regala libri magnifici, ma anche perché ci consente di fare piazza pulita dello stereotipo del realismo magico sudamericano, uno dei luoghi comuni più beceri e stantii del panorama letterario internazionale. Qui siamo invece dalle parti di Baudelaire, di Marcel Schwob, delle avanguardie, del Surrealismo. Una raffica di suggestioni, di idee, di immagini folgoranti buttate là, gratis, pagina dopo pagina, mentre viviamo le bizzarre, visionarie avventure di Cesarito/a in questa sghemba favola horror. Echi del primo Jodorowsky (quello vero, quello urticante), fascinazione estetica alla David Lynch per i freaks, massima attenzione alla valenza simbolica delle parole. Una curiosità: il titolo del libro nasconde un segreto, perché di suore nel romanzo nemmeno l'ombra. E allora? Probabilmente si tratta di un gioco di parole che però non spieghiamo per non rivelare l'agghiacciante finale del romanzo. O forse no. In patria, César Aira ha pubblicato decine di romanzi. Li vogliamo, signori.

 

 

 

 
 
 
 
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