Come finisce il libro

Come finisce il libro
“Caro lettore” è la formula con la quale esordisce Alessandro Gazoia che, come in una lunga chiacchierata, propone risposte, domande e riflessioni sui possibili futuri del libro. Intendendo come libro il contenuto e non la forma, tanto più che proprio sui cambiamenti della forma ci si interroga… C’è ancora differenza tra pubblicare in cartaceo e in digitale? E tra pubblicare e autopubblicarsi? Gazoia rispondendo a queste domande apre delle finestre che chiariscono - e in parte smascherano - i meccanismi di finta liberta e finta “liberazione dagli editori” che stanno arricchendo Amazon & compagni. Mettiamo così piede in un territorio in cui nelle classifiche delle vendite perfetti sconosciuti stanno testa a testa con il “Gotha della letteratura” e i libri si riplasmano sui gusti dei lettori (“il pubblico vulcanico di Amazon […] involontariamente mi stava facendo un editing invidiabile”). Un organismo perfettamente autosufficiente, dalla produzione ai dispositivi di lettura, che rischia di rendere impossibile il trasloco di mille impalpabili libri regolarmente acquistati e dove le modalità di scrittura e di interazione rendono i lettori sempre più liberi di prendere e manipolare gli universi narrativi…
Dobbiamo precisare che Gazoia non dipinge l’editoria digitale con toni disfattisti o accusatori, si limita piuttosto a fare luce lì dove lettori e aspiranti autori dovrebbero ben guardare prima fare delle scelte di lettura e di scrittura. (“Questo testo crede nelle possibilità progressive delle nuove tecnologie e delle economie di rete e crede pure nella «rivoluzione» digitale del libro, ma rifiuta di indulgere nella lode trionfalistica di ogni cosa che venga proposta sul mercato come «innovazione». Si propone cioè di non cedere a quella feticizzazione della tecnologia che è, anche in Italia, il marchio regressivo di troppi entusiasti digitali”, scrive l’autore). Il maggior pregio di Come finisce il libro è quello di non si limitarsi (solo) a dati e statistiche ma di proporre anche una raffinata analisi sociale: si distingue così per essere uno dei saggi più intelligenti usciti negli ultimi anni sulle trasformazioni del mondo editoriale.

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