Come i Wanderers vinsero la Coppa d’Inghilterra

Come i Wanderers vinsero la Coppa d’Inghilterra
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Anni Settanta, piena campagna inglese. Steeple Sinderby è un paesino di 547 abitanti dove tutti si conoscono, ma per forza di cose ci sono delle personalità più in vista di altre. La prima è il Dr. Kossuth, ungherese espatriato per le sue idee politiche, Mente Veramente Grande. Poi c’è il magnate Mr. Fangfoss, proprietario terriero, di pub e di quanto è possibile possedere a Steeple Sinderby. Infine c’è Alex Slingsby, ex-giocatore dell’Aston Villa, ritiratosi a vita privata a causa dei problemi di salute della moglie. Le loro vite scorrono separate fino a quanto Mr. Slingsby non sente dentro sé ardere di nuovo il sacro fuoco del calcio e decide di chiedere aiuto alla mente del Dr. Kossuth, inviandolo a vedere le partite di Prima Divisione – l’attuale Premier League – per capire come formare una squadra competitiva. L’ungherese esegue il suo compito minuziosamente, tornando con sette principi di gioco che, a suo parere, permetterebbero ai Steeple Sinderby Wanderers di poter competere con le squadre più forti d’Inghilterra. Alex Slingsby, allenatore, è dunque pronto a partire per l’avventura: il presidente dei Wanderers sarà naturalmente Mr. Fangfoss, mentre Bob Gidner è l’Onorevole Segretario, con la mansione speciale di scrivere la Storia Ufficiale della squadra. Resta dunque solo un compito da svolgere: formare la squadra che punterà a vincere la Coppa d’Inghilterra…

Pressoché sconosciuto in Italia, Come i Wanderers vinsero la Coppa d’Inghilterra (l’odierna F.A. Cup) è stato riadattato più volte per essere messo in scena in teatro, e costituisce una pietra miliare della letteratura inglese del secondo dopoguerra (la data di pubblicazione risale al 1975). Come gli altri romanzi di Carr – solo questo e Un mese in campagna sono stati tradotti in italiano, entrambi da Fazi –, è basato sull’esperienza personale dell’autore inglese: nel 1930, all’età di 18 anni, mentre era ancora un professore in erba, giocò un torneo con i South Milton White Rose, vincendolo. Alla vena sportiva di Carr si mescolano le sue altre personalità, ovvero quella di eccentrico, di professore e di narratore, permettendogli di creare un romanzo che narra gesta che difficilmente potrebbero accadere in realtà, ma allo stesso tempo non troppo lontane dal vero – basti pensare al Leicester vincitore della Premier League nel 2016 o all’incredibile Nottingham Forest di Brian Clough. E bisogna ammettere che il dubbio che questi famigerati Wanderers possano davvero aver vinto la Coppa d’Inghilterra si insinua nel lettore più volte nel corso della lettura. E questo è il primo merito di Carr e del suo romanzo: far credere che in fondo le favole esistono e possono addirittura avere un lieto fine. Il secondo è quello di sdrammatizzare ironicamente su un fenomeno sociale che imperversava nel Regno Unito negli anni ‘70, quello degli hooligans, con lo scopo di alleggerire il clima teso che si respirava in quegli anni.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER