Come il profumo

Come il profumo

Preparando gli scatoloni per un trasloco, inevitabilmente, si fanno i conti con il proprio passato. Ritornano alla mente tanti di quei particolari che nemmeno si immagina. In quegli ottanta metri quadrati romani che Cecilia sta svuotando c’è stato perfino spazio per un episodio che aveva quasi dimenticato, legato al restauro della casa, alla scelta delle pareti rosa e a un tappezziere di Piazza Cavour con la puzza sotto il naso. Il negozio è di quelli di lusso, la zona è quella della “giustizia”, gli studi di avvocati l’hanno invasa e, si sa, gli avvocati i soldi ce l’hanno! È così che si ritrova lì dentro, più perché attratta e incuriosita dal tipo ‒ un commesso effeminato, dai delicatissimi tratti del viso, con un fisico e un portamento così speciali da farlo distinguere in mezzo ai colleghi che sembrano più che altro imbalsamati ‒ che perché ha notato qualche tessuto che la interessa per le sue tende nuove. Ma poi deve fare i conti con un tipo maleducato e insofferente che la costringe (soprattutto per non dargliela vinta) a pagare un conto salatissimo per una tenda color “incarnato prugna”. Che poi, a ben guardare, era proprio il colore più adatto a quelle pareti rosa! Altri scatoloni e altri ricordi si fanno strada nella sua mente, legati a tutto ciò che in modo molto accurato sta riponendo per il suo trasloco. D’altronde in quegli ottanta metri vive da sempre si può dire e una buona parte degli eventi più importanti della sua vita lì si sono consumati...

Una storia, quella raccontata da Emma Saponaro, che non risparmia colpi di scena, a ritmi serrati e che dal punto di vista dei sentimenti rappresenta davvero una meravigliosa favola che nemmeno con le nostre più rosee fantasie saremmo in grado di immaginare. Miliardi di ingredienti sapientemente miscelati dall'autrice per regalarci un romanzo che non ha pause, ma anzi che a ogni capitolo si arricchisce, arrivando a raccontare l’impensabile, fino alla creazione de “L'incenso in fiore”, la risposta a tutte le esigenze di ciascuno dei protagonisti. E poi i profumi che sembra quasi di sentire, percezioni che si aggiungono a tutte le altre perché ogni senso è chiamato in gioco, dalle meravigliose viste e scorci di panorami naturali ai quadri più famosi, fino alla musica. E poi le citazioni di Patrick Süskind, per chi ha amato Il profumo, le meraviglie di Grasse, città francese della Provenza meglio conosciuta come “capitale dei profumi”, ma anche tutto il saliscendi di emozioni, da quelle più elevate, come l’amore, a quelle più basse e bieche come la crudeltà e il rapimento di due bambine. Troppa carne al fuoco? In realtà c’è di tutto di più, ma è tutto così ben intrecciato nella trama che non ci si accorge nemmeno, tanta è la voglia di andare avanti a scoprire di più. Forse nella vita non si risolve tutto così magicamente, ma per una volta, almeno leggendo un romanzo, è meglio concedersi un lieto fine, sotto tutti i punti di vista.



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