Come la Madonna arrivò sulla Luna

Come la Madonna arrivò sulla Luna
Pavel ha quindici anni, vive con la madre, il nonno e la zia a Baia Luna, un piccolo villaggio perso nei Carpazi, nello stato di Trasmontania, una Repubblica Socialista Sovietica. Baia Luna è una enclave cristiana, il pastore di quelle anime bizzarre e variegate – bolscevichi, minoranze zingare e uno sparuto ma potente gruppo di sassoni – è il parroco, il novantenne Johannes Baptiste. Quella sera, nella taverna gestita dal nonno di Pavel, l’aria è particolarmente elettrica. È il 5 novembre 1957 e tutti parlano del lancio dello Sputnik e della cagnetta Laika. Lo zingaro Dimitru, filosofo e intellettuale autodidatta, è perplesso. Secondo lui quella macchina volante, con i suoi bip inquietanti, è stata lanciata in cielo dal Compagno Supremo per scopi sinistri. Quella stessa notte Pavel scopre suo nonno e lo zingaro girare per le strade del villaggio con un imbuto attaccato all’orecchio, nel tentativo di intercettare i malefici bip dello Sputnik. Della navicella spaziale però non troveranno traccia, ma fatti terribili accadranno lo stesso a Baia Luna… 
Il romanzo, in un suo originalissimo modo, dopo averci presentato una carrellata di personaggi comici e grotteschi, vira ben presto verso il thriller, con tanto di ammazzatine e risvolti metafisici. Che fine ha fatto, per esempio, la maestra del villaggio, alcolizzata cronica e fidanzata in gioventù con uno dei membri più potenti del Partito? Che segreti nascondeva quella donna confinata dalla capitale a Baia Luna? Ma, soprattutto, chi ha ucciso l’anziano prete e la perpetua, massacrandoli in modo orribile? E se le teorie dello zingaro Dimitru fossero giuste? Ovvero: se la Vergine Maria al termine del suo transito terrestre fu assunta in cielo anima e corpo, questo significa che non solo il suo spirito, ma anche la sua carne si trovano da qualche parte nello spazio. Se un’ebrea di Nazareth è arrivata in cielo prima dei russi, e per giunta senza missili, la sfida è aperta: i materialisti sovietici devono assolutamente andare lassù a vedere come stanno le cose. Ma niente paura, Dimitru e il nonno di Pavel intendono fermare questo assurdo disegno e partire in missione a bordo di un carretto con il loro dossier segreto scritto a mano e cucito nell’imbottitura del giaccone. Destinazione del viaggio: Stati Uniti d’America. Destinatario: il Presidente in persona. In realtà sarà il giovane Pavel a cercare di risolvere gli inquietanti enigmi che si susseguono nel villaggio e che prevedono, oltre a storie di ricatti e festini a luci rosse, anche il furto della statua della Vergine dell’Eterno Conforto, al santuario della Montagna della Luna. Baia Luna e i suoi folli personaggi si muovono in un tassello dell’immenso universo Socialista prima del suo dissolvimento, prima della grande ubriacatura per la libertà e il capitalismo. Un tragicomico, divertentissimo romanzo, che mette in scena un coinvolgente e originale “racconto dell’età dell’oro,” animato da personaggi che sembrano usciti dalla fantasia balcanica di Emir Kusturica o dalle sfrenate canzoni di Goran Bregović.

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