Come se tu non fossi femmina

Come se tu non fossi femmina

Doveva essere una vacanza in famiglia già programmata da tempo, ma lui le comunica come, per motivi di lavoro, debba rinunciare a quella settimana di ferie, aggiungendo un bel “È la vita del consulente, tesoro”. Certo quella comunicazione del coniuge cambia le cose e intanto lei elabora mentalmente ipotesi di vacanze alternative: un bungalow in Salento? Oppure una stanza in una pensione a Rimini? Tra i dubbi che annebbiano la sua mente si fa strada, all’improvviso, l’illuminazione. Perché cambiare programma e rinunciare alla Croazia? Perché, invece, non intraprendere quel viaggio in auto, solo lei in compagnia delle loro due figlie? Perché no? E lui pare soddisfatto della soluzione che gli pare, a dir poco, perfetta. E questa è già una lezione: “Circondatevi di persone che pensano non ci sia nulla che voi non possiate fare”. Inizia così il viaggio a tre, con la voce di Bianca Pitzorno che, dall’autoradio, le accompagna con le avventure di Streghetta mia…

Annalisa Monfreda, direttrice di “Donna Moderna” e “Starbene”, con il racconto del viaggio con le sue affronta una serie di questioni legate all’essere genitori di figlie femmine in generale. Dell’impegno e delle responsabilità precise che comporta il compito educativo di una femmina. Il viaggio descritto non è solo fisico, ma anche e soprattutto simbolico. Ogni esperienza raccontata, ogni aneddoto descritto, ogni ricordo della infanzia dell’autrice riportato alla luce diviene opportunità per elargire una lezione, fino ad arrivare a 50 lezioni. Il libro nasce dal “bisogno sociale di parlare di educazione di genere” come ha affermato la stessa Monfreda. Numerosi gli argomenti trattati: il ruolo fondamentale delle conquiste delle donna e che tali conquiste non debbano mai essere dimenticate, l’auspicio che il rispetto delle regole non nasca dalla paura, il rapporto col potere e la necessità di rapportarsi ad esso. Dalla lettura emerge, inoltre, un grande amore per la letteratura, il bisogno di esame della stessa per comprendere bene il ruolo della donna nelle società passate e attuali. Letteratura che deve essere semplicemente di qualità e, quindi, né maschile né femminile, con l’invito alle figliole di nutrirsi di vita, di esperienze, di buoni libri. Ma anche un inno alla leggerezza, al sapersi divertire e soprattutto al ruolo fondamentale delle passioni che, continuamente, devono essere alimentate. Libro attuale, certo, forse non originalissimo ma la cui lettura risulta interessante per ogni genitore. A prescindere dal sesso dei figli.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER